The Chronicles of Wendells I e II – Alessandra Paoloni

Non chiedetemi come io sia arrivata a questa saga, nè tantomeno cosa mi abbia spinta ad acquistarla, e vi prego non fatemi domande in merito alle prossime uscite, non ne so nulla….. l’unica cosa che so per certo, è che il mio fastidio nei confronti delle saghe aumenta in modo esponenziale di lettura in lettura. Ciò nonostante, essendo notoriamente bipolare, leggerò anche il prossimo capitolo delle Cronache solo perchè oggi ho deciso di dimostrare al mondo che sono particolarmente magnanima.

2 1

Cominciamo col botto: SPOILERS come se piovesse

Le Trame: «Un re in fuga. Un regno in subbuglio.

Un principe che attende di conoscere il proprio destino.
Nell’immaginario regno dei Wendell s’intrecciano in una intricata tela di avvenimenti i segreti e le gesta di un futuro sovrano e della sua corte, tra avide cospirazioni di potere e violente passioni.
Un romanzo a puntate, una storia d’amore e di gloria.»

«Il destino di Luther Wendell è chiaro non solo a se stesso ma alla corte intera: verrà incoronato re. Ma quali misteri si celano dietro l’abdicazione di suo padre, che ha lasciato il trono e un figlio preda di domande e dubbi che solo antiche storie riusciranno a dissipare? Arcane leggende, nuovi e antichi amori, decisioni affrettate e costrette, spianano la via a un destino forse già scritto in tempi remoti.
Tra paure e sentimento di onnipotenza, tra uno sferragliare di armi e incontri tra calde lenzuola, Luther indosserà la sua corona così come il fato ha predisposto per lui.
E la storia dei Wendell riprenderà il suo corso.»

Ed ora la parola alla giurata

Chiariamo un paio di cose: non è un libro erotico – non è un libro storico.

Il primo libro è un prologo. Un lungo prologo che serve ad introdurci i personaggi, il loro carattere e il loro ruolo nella saga. Purtroppo però il tutto è caratterizzato da una coltre di superficialità imbarazzante.

La storia comincia con la scoperta della fuga di Re Saul, che una mattina si sveglia e decide di andarsene mollando il regno a suo figlio Luther, il quale ha un’età compresa tra i quindici e i trent’anni. Dico questo perchè viene fatto notare che non ha ancora la barba, o meglio, ha un velo di barba. Quindi o ha quindici anni, oppure è un trentenne glabro. Potrete anche farmi notare che l’anagrafica non conta, e invece ribatto immediatamente perchè se erediti un trono a quindici anni o se lo erediti a trenta, le cose cambiano e soprattutto le scelte che ti trovi costretto a fare, vengono comprese e giudicate anche alla luce della tua esperienza come uomo. Di Luther abbiamo una descrizione fisica appena accennata, lo stesso avviene per Meredith e per gli altri protagonisti. Ok, forse non è necessario nemmeno questo e io sono la solita pretenziosa.

Penserete quindi che l’animo dei personaggi sia stato minuziosamente scandagliato.
No.
Per niente.

Non mi aspettavo certo il livello di introspezione del Tolkeniano Aragorn, nè tantomeno il tormento della caparbia e passionale Eowin, riluttante ad essere semplicemente la donna di…, la sorella di….., la figla di…… .
Ma tra la perfezione e il nulla esistenziale, ci sono una serie di vie di mezzo che mi sarebbero andate bene comunque.

Per esempio sappiamo per certo che Luther è innamorato, ricambiato, della cugina Meredith. Lo sappiamo perchè entrambi ce lo hanno fatto capire. Sappiamo anche che il Re abdicante, aveva impedito che il figlio intraprendesse una relazione con la donna che ama. Ora, visto che il Re è fuori dalle palle, sareste propensi a credere che Luther prenda sua cugina e la faccia diventare la sua regina. Invece no. La bacia brutalmente, la scapezzola, si tira indietro e decide di darla in sposa al suo amico di sempre Wayne.
Il tutto senza che la scena del loro incontro amoroso, che avrebbe dovuto essere il perno di tutto il libro, mi abbia scosso un pelo. L’ho letta, riletta, letta di nuovo…. e niente. Ok, a questo punto non è colpa mia perchè ancora ricordo il primo bacio tra Jane ed Edward, quello tra Derek e Sara e la prima volta di Dagny e Francisco.

Quindi ricapitolando: manca un’accurata descrizione fisica dei personaggi, manca un’accurata descrizione psicologica dei personaggi, manca l’erotismo. Cosa resta?

Resta una storia tutto sommato interessante, resta il fatto che nella prefazione l’autrice ci dice chiaramente che l’intento è quello di intrattenere, resta la curiosità di capire cosa succederà adesso, resta l’insoddisfazione generale per qualcosa che in altre mani avrebbe reso millemila volte di più.
Ad aggravare la situazione resta la mia personalissima rabbia nei confronti di una serialità priva di un qualsiasi senso. Capirei se ci fosse l’intenzione di riproporre una sorta di “romanzo a puntate”, ogni mese un capitolo, a fine anno hai in mano il libro completo, ma qui le cose funzionano in modo diverso. I primi due racconti nel giro di due mesi ed ora in attesa del terzo.

Un po’ la Sindrome di Odyssea, ne ho letti due, smanio per il terzo ma non si sa quando, nè come. E questa abitudine un po’ mi sta snervando. Perchè va bene tutto ma il rispetto nei miei confronti? Io che resto in attesa senza notizie certe? Ripeto che un bel librone da 1000 pagine piace più di dieci libri da 100.

Ad essere onesti, questa saga non è male (i commenti online dicono splendida – imperdibile – meravigliosa ed io mi dissocio), con un minimo di attenzione in più nei confronti dei personaggi, avrebbe potuto essere davvero interessante. Ma leggendola si ha la costante impressione che manchi qualcosa. Mi viene in mente, giusto per fare un paragone, l’attenzione che viene dedicata alla personalità di Lucian e alla sua condizione di bastardo promesso sposo della principessa, innamorato di un’altra ragazza dalla personalità sfaccettata e dalla situazione famigliare complicatissima; il suo combattere il sentimento, la difficoltà di non essere mai completamente accettato a corte, il timore di non essere abbastanza e via dicendo.

L’unico personaggio vagamente costruito è Meredith, ma anche nei suoi confronti, manca il sentimento che lo scrittore deve necessariamente provare per i suoi personaggi. Non necessariamente l’affetto sfrenato (sappiamo tutti che Agatha Christie mal sopportava Poirot) ma quella maniacale conoscenza del più intimo dei pensieri, del più torbido dei segreti, del più inconfessabile desiderio.

Al termine di due libri, mi sembra di non conoscere davvero nessuno. E tra l’altro il ritmo è serratissimo. Nel giro di cento pagine tutto cambia, in un turbinio di accadimenti che non lasciano al lettore il tempo di capire, persino le scene di sesso (l’erotismo è un’altra cosa) non riescono davvero ad appassionare. E tra l’altro, sono anche riuscita in un paio di occasioni a pensare “mio dio, che scena volgare”; proprio io !!!!!
E ripensandoci rimango della mia idea. Volgare perchè slegata completamente dal contesto, messa lì solo per aumentare quella che in TV chiamo la “quota tette”, priva di conturbante delicatezza o sfacciata perversione.

Peccato.
Spero che il terzo capitolo vada a migliorare, ci racconti qualcosa di più, approfondisca un minimo la psicologia dei protagonisti. Un piccolo appunto anche alla scrittura. Mi piace lo stile chiaro e veloce, ma qualche frase superiore alle dieci parole potrebbe contribuire a rendere l’opera più matura.

In poche parole

Il fatto che io non sbavi dietro a nessuno dei personaggi maschili la dice piuttosto lunga…..

Poschina

Annunci

One thought on “The Chronicles of Wendells I e II – Alessandra Paoloni

  1. Pingback: Il Listone – Aprile 2014 | La Leggivora

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...