Wallbanger – Alice Clayton

Capita sempre così.
Gli incontri migliori si fanno per puro caso.
Non nascono forse in questo modo le grandi storie d’amore?
Ed è così, per puro caso, che incontro Wallbanger.
Leggo una recensione positiva e contemporaneamente scopro che non è stato tradotto in italiano, quindi lo ficco nella wishlist e lì rimane per un paio di mesi. Però mi ossessiona. Sento che devo leggerlo. Aspetto, procrastino, fingo disinteresse e alla fine cedo.
Due giorni di attesa e il pacchetto Amazon mi piove tra le mani.
Wallbanger è finalmente mio.

Wallbanger_Cover-e1352210304296La Trama:  Caroline Reynolds has a fantastic new apartment in San Francisco, a Kitchen Aid mixer to die for, and no O (and we’re not talking Oprah here, folks). She has a flourishing design career, an office overlooking the bay, a killer zucchini bread recipe, and no O. She has Clive (the best cat ever), great friends, a great rack, and no O. Adding insult to O-less, she also has an oversexed neighbor with the loudest late-night wallbanging she’s ever heard. Every moan, spank, and—was that a meow?—punctuates the fact that not only is she losing sleep, she still has—yep, you guessed it—no O. Enter Simon Parker. When the wallbanging threatens to literally bounce her out of bed, Caroline, clad in sexual frustration and a pink baby-doll nightie, confronts her heard-but-never-seen neighbor.

Ed ora la parola alla giurata

Siamo onesti. Questo libro non è stato tradotto in italiano perchè è troppo intelligente.
Siamo ancora più onesti. Questo libro dovrebbe essere studiato meticolosamente, analizzato, sezionato, per insegnare come scrivere un libro rosa senza che risulti completamente irrealistico, stucchevole, fastidioso. Wallbanger è divertente, romantico, sexy, erotico, fottutamente ben scritto, per certi versi geniale e, per la mentalità dell’italiano medio cattoconservatore e puritano, volgare. Vi spiego perchè.

Caroline è una ventiseienne che lavora come interior designer. Dopo una brutta esperienza sessuale con un ragazzo che, per chiarirci, l’ha scopata meccanicamente come uno stantuffo per un tempo interminabile, ha perso il suo orgasmo. Tutto ruota intorno a questa perdita. Da quel momento si è imposta un periodo di castità. Purtroppo per lei, non ha fatto i conti con il suo vicino di casa, il quale ogni sera ha una donna diversa, tutte rigorosamente portate ad un sonoro e terribilmente soddisfacente orgasmo. Situazione che, unita al fatto che la testata del letto di lui sbatte prepotentemente contro il muro della camera da letto di Caroline, le impedisce di dormire e la frustra in modo indicibile.
Privata del sonno e dell’orgasmo, Caroline comincia a soprannominare il suo vicino “Wallbanger” che tradotto alla spicciola significa – colui che batte sul muro -, ma non finisce qui. Lo spia costantemente senza però riuscire mai a vederlo. In compenso vede le donne del suo harem che chiama rispettivamente “Spanks”, “Purina” e “Giggles” ossia colei che si fa schiaffeggiare, quella che miagola e quella che gode tra i risolini.
Una sera, mentre è impegnata a procurasi l’ormai perduto orgasmo, viene nuovamente interrotta da Wallbanger e da una delle sue donne.
Perde completamente la pazienza, si infila la prima cosa che trova nel cassetto (una succinta camicia da notte rosa) e si fionda sul pianerottolo bussando violentemente alla porta di Wallbanger fino a costringerlo ad interrompere la sex session per aprire la porta e trovarsi di fronte ad una “Pink Nightie Girl” che lo insulta pesantemente, lo redarguisce e scappa imbarazzata quando si accorge che nonostante stiano litigando sul pianerottolo di casa da qualche minuto, “C’è l’Ha Ancora Duro!!!”

E’ così che si conoscono Simon e Caroline. E da questo momento in poi è un susseguirsi di battute, giochi di parole, situazioni più o meno imbarazzanti, scambi di sguardi, sms di fuoco, flirting spudorato, orgasmi inseguiti, rimandati, raggiunti; timori, passione, amore, sesso, cucina, viaggi e baci più o meno intensi, più o meno importanti.

Lui all’inizio la chiama “Pink Nightie Girl” (ragazza con la camicia da notte rosa) e “Cockblocker” (bloccacazzo) ma finirà per soprannominarla “Naughty Girl” (ragazza indecente, dove indecente ha una ovvia connotazione sessuale), lei continuerà a chiamarlo “Wallbanger” ma aggiungerà anche “Sweet Simon” alla lista davvero lunga di nomignoli e soprannomi che imperversano in tutto il libro.

Nonostante sia leggero, divertente (e quando dico divertente intendo dire che scoppiavo a ridere improvvisamente e senza ritegno in treno e metropolitana) e romantico, il libro riesce ad evitare tutte le trappole del mielosismo acuto. Non c’è un momento in cui ti viene voglia di strappare una pagina per la disperazione nel leggere frasi che nessuna persona sana di mente (a parte gli sceneggiatori di Settimo Cielo) oserebbe mai anche solo pensare.
Anche nei momenti più prettamente rosa, e ce ne sono, non c’è quell’esasperazione del romanticismo che tanto mi irrita in alcuni libri di questo genere. Nonostante il “tutto è bene quel che finisce bene”, il libro non lascia l’amaro in bocca. Non ci sono stucchevoli dichiarazioni d’amore, non ci sono matrimoni improvvisati nel giro di due mesi nè tanto meno dichiarazioni di eterno amore culminanti con presentazione ai genitori e gridolini tra amiche. C’è quel realismo che spesso manca nei romance, quei discorsi che effettivamente si fanno tra amiche, le considerazioni magari futili ma realistiche. Ci sono dialoghi estremamente brillanti, reazioni perfettamente umane, donne che fanno le donne senza sembrare completamente idiote ed uomini che, nonostante siano un po’ meno realistici di quelli veri (un uomo come Simon NON esiste, quantomeno non del tutto) riescono a non diventare un’appendice utile solo ad essere “Cavaliere dall’armatura scintillante” ma hanno una loro personalità e una loro precisa funzione nel racconto.

Oltre a Simon e Caroline ci sono altri personaggi che hanno tutti una loro seppur minima importanza nella storia dei nostri eroi, rimangono un po’ sullo sfondo, ma la cosa invece di dare fastidio o di sembrare superficiale, funziona perfettamente.

Ho trovato bellissime la pagine con gli SMS che si inviano tra di loro gli amici. Più di mille descrizioni, le poche parole di un SMS identificano le diverse personalità. Per non parlare dei pensieri incrociati che la Clayton ci mostra nella scena del viaggio di ritorno da Tahoe, divertentissimi ed estremamente reali.

Posto che abbiano intenzione di tradurlo nel nostro idioma, spero vivamente che non decidano di censurarlo. In lingua originale, il testo è pieno di doppi e tripli sensi nonché di parole sessualmente esplicite, spesso pensate o esplicate dalla protagonista. Per intenderci, quando è impegnata a cercare di procurasi il tanto agognato orgasmo, cerca di eccitarsi pensando a personaggi famosi che si impegnano sul suo corpo in una serie di azioni descritte meticolosamente, per non parlare di quando, dopo aver conosciuto Simon, comincia a fare “Sogni Bagnati” su di lui, svegliandosi completamente sudata mentre urla il suo nome. C’è addirittura un’intera disquisizione su quando sia il caso di chiamare l’organo sessuale maschile “pene” e quando “cazzo”. Il tutto in uno stile fresco e ironico, per nulla volgare. Perchè diciamocelo tra noi menti eccelse, la volgarità è nella mente di chi legge.

Penso davvero che questo sia un bellissimo libro. Rilassante, intelligente, estremamente coinvolgente. Ok, ci sono anche qui alcune situazioni portate all’estremo, ma siccome lo stile di tutto il libro tende in un certo senso al grottesco, anche quelle due o tre situazioni che possono essere considerate “eccessive” non danno alcun fastidio e non stonano.

Se avete anche solo una minima conoscenza dell’inglese non fatevi scappare questo libro, sarebbe una gran perdita. L’unica difficoltà che ho riscontrato a volte è la presenza di un’infinità di parole appartenenti allo slang americano che ho faticato a trovare sui dizionari e alcuni riferimenti a personaggi e brand tipicamente americani. Questo tuttavia non impedisce di godersi il libro, compresi i millemila jokes che sono disseminati in queste 365 pagine.

Un’ultima cosa. Io Amo Simon. E per la cronaca, nel caso stesse leggendo questo blog, io faccio ottimi panini, dolci squisiti ed adoro andare in montagna. Praticamente sono la sua donna ideale.

In poche parole

A Girl Could Get Used to it.

Poschina

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2 thoughts on “Wallbanger – Alice Clayton

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