Il diavolo ha gli occhi azzurri – Lisa Kleypas

Uno via l’altro, come i coccodrilli Haribo o le cocacoline frizzanti.
Così ho affrontato i primi due libri della Trilogia Travis e giuro sulla testa del mio adorato cane, che non acquisterò il terzo. Ammettiamo pure che ho preferito questo a Sugar Daddy, ma nessuno dei due è riuscito ad appassionarmi e coinvolgermi come avrei tanto voluto facessero.

il diavoloLa Trama: Hardy Cates è un uomo affascinante e ambizioso, un milionario nato in una famiglia povera, che ha costruito la propria fortuna da solo. Ed è determinato a portare avanti una sua vendetta privata contro i più ricchi petrolieri di Houston, i Travis. Haven è la figlia ribelle dei Travis, tornata a casa dopo due anni di matrimonio fallimentare con un uomo che non è mai piaciuto ai suoi, e ben decisa a non dare più retta al proprio cuore. Ma quando il suo sguardo incrocia quello di Hardy, la giovane donna si renderà conto che non si può resistere alla tentazione di un diavolo dagli occhi azzurri. Entrambi finiranno preda di un sentimento che nessuno dei due può – o vuole – contrastare. Soprattutto quando una minaccia terribile emergerà dal passato della ragazza, e solo Hardy potrà salvarla.

Ed ora la parola alla giurata

Non dovrebbe essere permesso scrivere “riassunti ingannevoli” sulla quarta di copertina. Hardy non vuole portare avanti alcuna vendetta personale nei confronti dei Travis. Anzi, diciamo pure che Hardy vuole solo una cosa dai Travis, la piccola Heaven e non certo per vendicarsi, ma per scoparsela.

Tra l’altro ho finalmente capito cosa mi irritava in modo esasperante in Sugar Daddy: Liberty. Mi irrita ancora adesso perchè superata la parte adolescenziale nella quale è un personaggio interessante e sfaccettato, diventa una di quelle donne prive di difetti in perfetto stile Melania Hamilton.

Ma passiamo a noi.
Heaven conosce Hardy al matrimonio di Liberty e Gage. Lui la spoglia con gli occhi, poi, per uno di quei casi fortuiti che nella vita reale non capitano mai, si incontrano in cantina al buio, lei è convinta che sia il suo scialbo fidanzato e gli si attacca a pompa. Quando dal bacio meraviglioso, sensuale ed estremamente eccitante, si accorge di essere attaccata a pompa alla persona sbagliata, si tira indietro e i due si separano. Per entrambi, però è stato il Best Kiss Ever e faticheranno a dimenticarlo.

Lo stesso giorno la dolce Heaven decide di sposare il fidanzato Nick, nonostante tutti le dicano che non lo trovano la persona adatta a lei e bla…bla…bla…

Inutile dirvi che avevano ragione. Nick è un paranoico narcisista che comincia, appena sposati, a tiranneggiare la piccola Travis. Prima con piccole cose come la presunta incapacità della donna di stirare le camicie come vuole lui e poi con cose sempre più grandi come impedirle di lavorare, insistere per avere un figlio, darle qualche sberla, fino al culmine: stupro più botte, più “ti sbatto fuori di casa puttana”. Heaven, in un impeto di intelligenza e amor proprio, chiama il fratello Gage che la va a recuperare e la ospita durante la convalescenza.

La parte più interessante del romanzo è questa. Quella che ha annoiato centinaia di lettrici perchè parla della violenza sulle donne. Certo, poverine, a leggere la trama sembrava un classico romance e invece, proprio come in Sugar Daddy, la prima parte non lo è per niente. E’ la parte più interessante perchè cerca di analizzare i motivi che hanno fatto diventare Heaven quella che è: la vittima perfetta. Padre assente, madre invadente e dispotica, fratelli da una parte iperprotettivi, dall’altra abbastanza menefreghisti… in pratica una donna circondata da caratteri dominanti che le hanno impedito di maturare come donna.

Mentre affronta il percorso di “conoscenza di se” con la psicologa, si imbatte nuovamente in Hardy il quale, da bravo Uomo Kleypas, le fa una corte serrata, la stuzzica, la eccita, la rispetta, è dolce, sexy, testosteronico, sensibile, maschio ed, ebbene sì, ha il cazzo grosso. Che anche in questo caso si rivela l’epic fail del romanzo. Perchè in un romanzo che pretende di essere serio, con contesto pesante come questo (violenza domestica), il dettaglio del cazzo grosso è totalmente superfluo e anche fastidioso perchè va a sminuire tutto il lavoro fatto prima. Banalizza il personaggio. E non vedo perchè insistere con un dettaglio stile Harmony che non aggiunge nulla ad un uomo che anche fosse normodotato….avercene !!!!

Veniamo così a sapere qualcosa in più sul passato di Hardy, un passato ingombrante che lo ha reso un ragazzo che ha dovuto crescere in fretta prima ed un uomo con i controcoglioni poi. Per intenderci, se ci fosse stata la volontà di uscire dallo stereotipo Harmony “In due settimane ci conosciamo, ti salvo la vita poi tu la salvi a me, ci innamoriamo e mettiamo su famiglia”, avrebbe potuto essere un bel libro, in quanto le personalità di Hardy ed Heaven sono ben più sfaccettate rispetto a quelle della coppia Liberty/Gage. Ma anche qui incappiamo nello stesso errore del libro precedente. Tutta l’introspezione va a babbo morto, in questo caso nell’ultimo terzo di libro, che si riduce ad essere un’accozzaglia di situazioni ai limiti dell’incredibile che servono solo a permettere che Hardy si dimostri “Cavaliere sul bianco destriero”.

Sembra quasi che la Kleypas non abbia avuto il coraggio di portare avanti una linea più matura, intimista, riflessiva. In entrambi i libri la prima parte promette bene per poi sputtanarsi in un finale scontato, banale, davvero deludente. Non so se sia abitudine in Texas quella di sposarsi dopo un mese che si esce insieme. So che qui è roba considerata folle, soprattutto quando si parla di una ragazza di 25 anni. Mi dispiace che alla fine due personaggi interessanti che avrebbero potuto dare molto si siano ridotti a due bambocci lontani anni luce dalla realtà. MI dispiace perchè la Kleypas scrive sempre bene.

Le consiglio solo di decidere quale strada vuole prendere. Per quanto mi riguarda, ha dato il suo meglio con il romance in costume, il quale, rispondendo ad alcune regole ferree ed avendo a disposizione una serie di costrizioni sociali che rendevano il matrimonio-lampo ampiamente giustificato, le permetteva di osare in situazioni limite senza scadere nel ridicolo.

Come ho anticipato non leggerò il terzo libro della serie, conscia che non potrà aggiungere nulla alla mia persona, nemmeno il divertimento e la spensieratezza che mi hanno lasciato le Wallflowers e le Hataway.

In poche parole

Mi dispiace proprio, perchè Hardy avrebbe meritato un pezzo del mio cuore.

Poschina

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2 thoughts on “Il diavolo ha gli occhi azzurri – Lisa Kleypas

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