Sugar Daddy – Lisa Kleypas

L’altro ieri ero stranamente incazzata causa incomprensioni sul lavoro…. e cosa faccio quando sono incazzata per rilassarmi?
Ovvio, vado in libreria e acquisto compulsivamente.
Le mie attenzioni sono ricadute sulla Trilogia Travis di Lisa Kleypas, storia ambientata nel Texas moderno che, a giudicare dalla profusione di “Meravigliosa” “Splendida” “Ma come ho fatto a vivere senza” che imperava tra i commenti online, mi aveva creato una fotta di aspettativa inimmaginabile.
Purtroppo però l’aspettativa si è rivelata decisamente lontana dalla dura realtà. E quando Lisa delude, fa fottutamente male.

sugar daddy

La Trama: Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates da gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcomc. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna…

Ed ora la parola alla giurata

Lasciate perdere tutti i sottotitoli e i pop-up presenti sulla cover che cercano di convincere il lettore sprovveduto che sia un romance. Non lo è. Liberty non è divisa tra due uomini, casomai è divisa tra il restare adolescente e il maturare
Premessa.
Un sentitissimo “vaffanculo” alle 4 stordite che hanno definito Gage il tipico “Uomo Kleypas”. Ma dove? Io l’ho trovato un personaggio vagamente irritante, con manie di dominanza (quella stile “donna sei mia quindi ti faccio seguire e non ti devi incazzare per questo”, non quella “ti lego al letto e ti scopo fino alla morte”) e anche un filino troppo contraddittorio.

Sugar Daddy non è scritto male. Se dicessi che fa schifo mentirei. Semplicemente è uno di quei libri nei quali non si capisce mai fino in fondo la direzione che vuole prendere. Lo definirei un “vorrei ma non posso”. Vorrebbe essere un libro intimista. E’ scritto in prima persona da Liberty, che ci racconta i passaggi salienti della sua vita. Ma manca costantemente qualcosa. L’inizio promette bene. Tutta la parte legata all’adolescenza di Liberty, al suo sbocciare come ragazza, come femmina, ha un senso. E’ scritta bene, lo spazio che viene dedicato alla sua situazione, ai sentimenti, alle paure e a tutta l’interiorità di questa ragazzina ci permette di conoscerla, di capirla e di provare un’infinita tenerezza per la situazione in cui si trova. E’ la parte migliore del libro. Ho trovato estremamente delicato l’incontro tra lei e Hardy, del quale scopriamo lentamente alcune sfaccettature che ci permettono di avvicinarci a lui e a comprendere benissimo i motivi che lo spingono ad essere insofferente nei confronti della sua vita a Welcome e, in fondo, anche i motivi che gli fanno mantenere una certa distanza da Liberty.

Il loro è un amore adolescenziale. Probabilmente in un altra situazione, in un contesto diverso, in un altro momento, avrebbero avuto la “Best Relationship Ever”, ma Hardy è conscio che se lui scegliesse Liberty, dovrebbe rinunciare ad andarsene perchè lei non abbandonerebbe mai la sorellina. E le cose funzionano proprio finchè Hardy non parte. Bellissimo il loro addio, che lascia l’amaro in bocca per la consapevolezza che avrebbe dovuto andare in tutt’altra maniera.

Per chiarire, se fosse finito così, con Hardy che senza una parola lascia tutto e tutti, sarebbe stato un racconto breve praticamente perfetto. Purtroppo invece…

Una volta che Hardy parte, il romanzo subisce una brusca battuta di arresto. A Liberty ne succedono si tutti i colori, tutto in negativo ovviamente, e lei rimane ostinatamente e inspiegabilmente legata ad Hardy nonostante lui non dia notizie di se nemmeno per sbaglio.
Improvvisamente però le cose cambiano. Liberty viene accettata in una scuola per estetisti, si trasferisce a Houston e la sua vita comincia ad ingranare quando conosce Churchill Travis, potente e ricchissimo magnate Texano che le riserva un sacco di attenzioni senza pretendere nulla in cambio e diventa una specie di Sugar Daddy*. E qui io che leggo da quando ero nella pancia di mia madre ho capito che c’era sotto qualcosa, perchè la sfiga ti trova da sola, ma le botte di culo nascondono sempre qualcosa.
Ed è qui che secondo me avviene il “salto dello squalo”.

Ho trovato noiosissima tutta la parte legata al salone di bellezza. Noiosa, prolissa, utile sì ad introdurci il personaggio di Churchill, ma non aggiunge nulla a quello che sapevamo di Liberty. Se non che pensa ancora ad Hardy e non riesce a trovare un uomo degno di sostituirlo. Mi ha fatto sorridere la definizione di uomo 68, che trovo davvero carina e che userò appena possibile (mi sembra improbabile che io possa conoscere un uomo 68 ma non si sa mai…), ma per il resto non mi ha lasciato nulla. E’ la parte più paracula, nella quale ci vengono presentati un sacco di personaggi che gravitano nella vita di Liberty per poi essere lasciati da parte senza alcuna remora. Da cosa nasce cosa e Liberty viene invitata, non sto qui a raccontarvi i dettagli, a fare da segretaria personale di Churchill, il quale ha 4 figli, uno dei quali, il maggiore; Gage, si comporta con Liberty da perfetto stronzo. Quindi per la regola secondo la quale ti trattano male solo perché ti vogliono scopare, basta un’influenza per convincere Gage di amare alla follia la donna che fino a 2 minuti prima odiava. E qui, quando scopriamo che Gage ha il cazzo grosso, capisco che il libro è destinato a svaccare. Perché non puoi costruirmi un romanzo con le prime 100 pagine profondamente intimiste, per poi buttarla sul pietismo, rilanciare con frivolezza e passare ad un Harmony. Io mi sento presa per il culo.

La relazione Liberty/Gage è quanto di più scontato e patetico si possa trovare su pagina scritta. Io non credo che si possa Amare una persona dopo due settimane che la conosci, e dopo che ci sei stato a letto una volta. Mi dispiace ma non ci credo e gli psicologi concordano con me, quindi stavolta non mi prenderò alcuna colpa. Per non parlare di quella possessività tipicamente terronica del “tu sei mia” che mi fa accapponare la pelle e girare le palle, perché io uno che mi fa spiare e mi tratta come una sua proprietà dopo 4 appuntamenti, lo eviterei come la peste. Invece lei tutto brodo di giuggiole… sai che ti dico Liberty…. Ti meriti questa copia sbiadita di Hardy.

Le note davvero, davvero dolenti, cominciano però al ricomparire di Hardy che è diventato multimilionario e che è deciso a riprendersi Liberty perché non l’ha mai dimenticata. Ok, tutte noi abbiamo un sospeso o due. Tutte noi abbiamo avuto l’amore adolescenziale che non dimenticheremo mai. Tutte noi abbiamo ricevuto uno di quei baci che ancora oggi a ripensarci ti si attorcigliano le budella. Però cazzo, il tempo passa.

Il triangolo Hardy /Liberty/Gage è di una banalità imbarazzante. Roba che ho gridato “Seriously?” a squarciagola. Sappiamo che Hardy è diventato un uomo senza scrupoli disposto a tutto pur di avere successo. Sappiamo che è ancora infatuato di Liberty la quale, avendo la maturità intellettuale e spirituale di un pompelmo, non sa decidersi. Ma perché? C’era davvero bisogno delle due scenette stile Yung Adult che ci vengono piazzate praticamente a 5 pagine dalla fine? C’era davvero bisogno di far ricomparire Hardy senza alcun reale motivo se non quello di baciare Liberty? Perché almeno se la portasse a letto. Cazzo, 400 pagine di “Oddio se ci fosse Hardy!!!” “Se solo potessi baciare Hardy” “Perché non posso più stare con Hardy” e poi nulla. Lo lasci andare via così solo perché ha cercato di inculare un affare del tuo nuovo fidanzato? Lo spazzi via come se fosse il banale fidanzatino del mare che ti ha baciato una sera per puro sbaglio?

Manca tutto. Nella seconda parte di Sugar Daddy manca tutto.
Approfondimento psicologico. Affezione per i personaggi. Motivazione. Coerenza. Dio che personaggio orribile è Gage. Totalmente incoerente. Prima ci viene descritto come un bastardo senza scrupoli disposto a tutto, poi diventa Santa Maria Goretti nel giro di due pagine. E Liberty? Possibile che non senta il bisogno di parlare con Hardy, di capire cosa lo ha fatto diventare l’uomo che è diventato? Cazzo Liberty, me l’hai menata in continuazione dicendo che era l’amore della tua vita? No, lei oscilla come una banderuola tra due uomini, scegliendo poi quello che le ha mentito per mesi, complice di suo padre. Ed anche qui qualcosa non quadra. Perché se io avessi scoperto che Churchill mi aveva nascosto tutte le cose che ha taciuto, non gli sarei saltata al collo con affetto, ma lo avrei sbranato come un Pitbull affamato di sangue.

Sugar Daddy sono due libri messi insieme. Uno ben riuscito, riflessivo, interessante. Una Kleypas diversa e affascinante. L’altro un brutto Harmony. E con brutto Harmony ho detto tutto. La Kleypas al suo peggio.

In poche parole

La consapevolezza che avrebbe potuto essere qualcosa di grande.

Poschina

P.s. Siccome ormai l’ho comprato, sto leggendo il seguito che ha come protagonista Hardy e la sorella di Gage, Heaven. Domanda: Ma in Texas hanno davvero questi nomi del cazzo?

*Per Sugar Daddy si intende un uomo maturo che si sollazza con una ragazza giovane riempiendola di regali.

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4 thoughts on “Sugar Daddy – Lisa Kleypas

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