La Devozione – Anisha Rai

Prima di tutto desidero informarvi in merito all’affermazione fatta dai miei colleghi secondo la quale NON sono asessuata. Detto questo possiamo passare a parlare di questo libro che, nonostante non sia privo di piccole cadute di stile, mi è entrato dentro del tutto inaspettatamente.

E’ cosa nota che nell’ultimo periodo, da quando cioè hanno deciso di spacciare 50 Sfumature di grigio come libro erotico, questo genere sia diventato popolare come i Nirvana negli anni Novanta. Tuttavia, il 99 percento dei libri di questo genere che ho letto, mi hanno lasciata insoddisfatta e frustrata, peggio di un orgasmo lasciato a metà….

Ma andiamo con ordine.

la devozioneLa Trama

Confessa i tuoi peccati.
Da sposa fedele a schiava del piacere maschile

Nishtha, giovane indiana, approda a New York: il marito Madhur, in punto di morte, l’ha affidata all’amico Jordan Mathers, un rampante avvocato americano. Nishtha, cresciuta nella fede induista, è fedele e devota al suo uomo e l’abnegazione è la sua pratica di vita. Jordan è bello, ricco e potente, ma anche intransigente ed egoista. Un vero pragmatico.
Tra i due l’incontro è freddo, troppo lontani i loro mondi, estranei e sconosciuti i loro modi: uno spirituale, l’altro fisico e dal forte senso pratico. Jordan inizia Nishtha al bondage. Per la giovane è un viaggio senza ritorno nella filosofia occidentale, nel BDSM e nella venerazione del maschio padrone. Un lento, eccitante e sofferto gioco delle parti in cui la spiritualità dell’amore tantrico e la carnalità dell’universo sadomaso si incontrano e si scontrano. Nell’erotismo velato, trattenuto, nella sospensione del piacere che si protrae giorno dopo giorno, si compie la sottomissione dei sensi, finché Jordan sente che Nishtha è finalmente sua, e non più di Madhur. Nasce in lui, nonostante la brutalità delle sue pratiche e l’apparente misoginia, un’inarrestabile attrazione. Un sentimento trascinante, che non avrebbe mai potuto prevedere…
La storia di una donna indiana che da moglie fedele si trasforma in schiava del piacere maschile.
Dalla spiritualità dell’amore tantrico alla carnalità dell’universo sadomaso: una travolgente storia di erotismo, amore e passione

Ed ora la parola alla giurata

Consiglio da amica. Non lasciatevi ingannare dal sottotitolo perchè è lontano millemila anni luce da quello che troverete nella pagina scritta. Vi ho copiato pari pari la trama che si trova nella 4a di copertina perchè mi piace molto constatare quanto siano fuorvianti e paraculi gli editori.Letta la trama, ero convinta che fosse il classico libro banale in cui un superfigo circuisce la stordita di turno. Invece….
Ok, in soldoni quello che c’è scritto è vero, trattasi della storia di due personalità diametralmente opposte che impareranno a conoscersi e bla…bla…bla… ma scrivere “da sposa fedele a schiava del piacere maschile” è prendere per il culo l’acquirente, primo perchè sposa fedele e schiava del potere maschile non sono l’una l’antitesi dell’altra ma potrebbero convivere senza problemi. E secondo, lei non diventa “schiava del potere maschile”, lei è una masochista e quindi gode nell’essere posseduta psicofisicamente dal suo uomo. Lo dice lei, lo dice il defunto marito, lo diciamo noi dopo averla conosciuta.

Ma.

La bellezza di questo libro non sta tanto nel fatto che si scopre con piacere che il sottotitolo è una stronzata e che c’è sotto qualcosa di completamente diverso, quanto nella caratterizzazione dei due protagonisti. E qui, immaginatemi mentre mi alzo dal mio posto vicino al finestrino sul treno, attiro l’attenzione degli utenti mezzi addormentati ed urlo a pieni polmoni: “FINALMENTE”.

Sì, perchè la grande pecca del 99,9 % dei libri di questo genere è che sono tutti fottutamente uguali. Lui è sempre un figodiddio con il cazzo grosso, lei sempre giovane, mezza vergine che dopo due minuti in presenza del suddetto, diventa uno zoccolone multiorgasmico che adora farsi spankingare ed infilare qualsiasi cosa in qualsiasi orefizio, legata su qualsiasi supporto. E, dulcis in fundo, il Master si redime diventando un adoratore del sesso Vanilla. Momento del libro in cui solitamente le mie bestemmie si fanno più fantasiose.

Per carità, anche qui non siamo privati della gioia di sapere che Jordan è fottutamente e schifosamente ricco. Sembra impossibile che un comune muratore possa avere tendenze dominanti. Ma almeno ci viene risparmiata tutta la manfrina di continuare a definirlo bellissimo, sexyssimo, cazzogrossissimo. E anche lei esce dallo schema classico di vergine di ferro che si crede brutta ma che è in realtà figa, rivelandosi una bellissima donna con taglia 44. Insomma. Una che ha le forme. Una normale.

Jordan è un sadico. Per chiarire, gode nel far soffrire la partner. Più lei soffre. Più lui gode. Nishtha è una ragazza indiana, sposatasi giovanissima, educata alla sottomissione (l’uomo è l’universo della donna, per cultura e religione), geneticamente predisposta al masochismo. Ci rivela infatti di aver goduto con il marito solo una volta, e non con l’atto sessuale in sè, ma in altro modo che lei reputa “non normale”. Questo spiega perchè il marito, in punto di morte, abbia deciso di legare la moglie all’ex compagno di università: un sadico.

Sia Jordan che Nishtha, si scontrano costantemente con la loro natura. Lei si sente spaesata di fronte all’attrazione che prova per quest’uomo freddo, distante, al quale è unita da un contratto secondo il quale deve ubbidirgli senza possibilità di rifiuto. Lui è letteralmente terrorizzato dai sentimenti che prova per questa ragazza, consapevole che potrebbe valicare i limiti che si è autoimposto per non ripiombare nell’inferno personale da cui è uscito con fatica. E noi lo capiamo, non deve essere affatto facile venire a patti con la consapevolezza di essere un uomo che gode nel veder soffrire la donna che ama, per non parlare della paura di perdere il controllo e ferirla.

Nishtha prova per Jordan un immediato senso di appartenenza, un istantaneo bisogno di sottomissione che risveglia in lui i peggiori istinti (quelli che lui ritiene tali) e ci vorrà del tempo prima che si renda conto di quanto lei stia aspettando un suo comando per potersi liberare dall’idea di non essere normale e fare uscire la sua vera natura. Nishtha è il completamento perfetto per la personalità di Jordan. E’ dolce, femminile, forte, sottomessa non per compiacerlo ma per indole. Non potrebbe essere altrimenti. Lei ha bisogno della sua dominanza quanto lui ha bisogno della di lei sottomissione. Non c’è in realtà un rapporto Master & Servant ma un classico rapporto di coppia nel quale due personalità opposte si completano.

Gran parte del libro è dedicata all’introspezione, all’analisi, alla maturazione psicologica di Jordan e Nishtha, al lavoro che entrambi fanno per potersi conoscere davvero e per potersi, alla fine, amare.
Non è semplice, non è scontato, non è privo di incomprensioni e dolore.

Le scene di sesso, a volte “forti”, sono perfettamente funzionali al racconto e all’esigenza di sviscerare al meglio le due personalità.

Note dolenti:

– Perchè? Perchè spiegare il sadismo di Jordan con il classico espediente del padre con problemi? Non sarebbe stato più interessante che fosse semplicemente nato così, indipendentemente dall’indole del padre?

– Perchè l’inutile scena finale dell’incidente? Sarebbe stato perfetto se si fosse concluso con l’incontro in Central Park a ruoli invertiti rispetto a quanto successo all’arrivo di Nishtha a New York.

Due postilline che toglieranno un mezzo voto ad un libro notevolmente sopra la media del genere. Capace di far riflettere, appassionare, incuriosire. Nishtha e Jordan sono due personaggi interessanti, sfaccettati, coerenti e soprattutto nessuno dei due snatura la propria personalità. Lui è e resterà un sadico, lei è e resterà una sottomessa. Per la prima volta in un libro di questo genere, non c’è una parte che cerchi di cambiare l’altra, anzi…. le remore che Jordan e Nish hanno sono frutto del timore di costringere l’altro a fingersi qualcosa che non è. Un approccio maturo e difficile da affrontare ed approfondire.

Indubbiamente è un libro che consiglio a chi piace il genere perchè se siete tra quelle persone che si scandalizzano al pensiero di essere sculacciate durante il sesso, certamente “La Devozione” non fa per voi. Leggete qualsiasi altra cosa.

In poche parole

Il lato oscuro che pochi hanno il coraggio di esplorare.

Poschina

p.s. Prego gli editori di cominciare a pensare a copertine meno scontate e stupide..ci è mancato poco che non lo comprassi perchè trovavo la copertina irritante. Grazie.

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One thought on “La Devozione – Anisha Rai

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