Sognando Te – Lisa Kleypas

In questi giorni di malattia ne ho approfittato per rileggere uno dei libri “Think Pink” che ho davvero amato. Spesso si pensa (io per prima) che sia fottutamente semplice scrivere un libro rosa in costume. In fondo basta prendere un figodiddio ed un ragazza di carattere, farli interagire e il gioco è fatto. Beh, non è proprio così….

sognandotecv-kleypasLa Trama: Nell’Inghilterra dell’Ottocento Sara Fielding passa il tempo a creare storie che fanno sognare, nel sicuro rifugio di un cottage di campagna. La sua vita tranquilla viene sconvolta quando, spinta dalla curiosità, si avvicina al bellissimo Derek Craven, che è riuscito a riscattarsi dalla povertà estrema della sua infanzia e ora è il re della più prestigiosa casa da gioco londinese. Derek è diventato ricco, ma anche sospettoso, duro di cuore; e quando la dolce, innocente, beneducata Sara entra nel suo mondo pericoloso qualcosa cambia. Da ragazza timida e semplice, Sara si trasforma in una donna di gran fascino, mentre il cinico Derek impara a cedere alle lusinghe e alle promesse dell’amore…

Ed ora la parola alla giurata

Ammettiamo pure che questi libri vivano sullo stereotipo e abbiano delle situazioni chiave individuabili da chiunque e riassumiamole, per comodità, in alcuni punti:

– figodiddio
– ragazza innocente ma di carattere
– cattivo/a di turno
– sesso
– situazione di pericolo
– lieto fine

Beh. Lasciatemi dire che non basta assolutamente mettere insieme queste quattro caratteristiche per creare, nel suo genere, un piccolo gioiello.

La Kleypas, per quanto mi riguarda una delle migliori scrittrici di questo genere, ha una capacità che manca a molte sue colleghe: crea personaggi che ti entrano nel sangue immediatamente. Raramente si dilunga in tediose descrizioni inutili. Spesso, o quantomeno nei suoi romanzi storici più riusciti, parte col botto. I protagonisti vengono presi e sbattuti in situazioni che ne identificano immediatamente la personalità.

In questo caso il cinico, tenebroso, scopatore seriale di donne di classe, sfacciatamente ricco, volgare proprietario della casa da gioco più rinomata di Londra: Derek Craven, viene aggredito da due bruti e sfregiato. Probabilmente avrebbero fatto un danno maggiore se non fossero stati visti da Sara Fielding, giovane scrittrice di successo, specializzata nel raccontare la vita dei bassifondi, dolce e risoluta, incapace di esimersi dall’aiutare qualcuno in difficoltà, la quale ne ammazza uno e mette in fuga l’altro, prima di soccorrere l’uomo steso a terra sanguinante. Noi sappiamo che Derek aveva visto la giovane appoggiata al muro di una casa, sappiamo che riteneva fosse in pericolo e sappiamo anche che aveva deliberatamente deciso di fregarsene altamente.

Così, nelle prime cinque pagine del libro, la Kleypas ci sbatte in faccia tutto quello che ci serve sapere. Ciò che succederà da pagina sei all’ultima è grasso che cola. Un corollario di personaggi intelligentemente sviluppati, circonda i nostri eroi. Dipendenti del Craven’s, vecchi amici, lontani parenti, avventori occasionali, tutti con un loro ruolo ben preciso. Tutti indispensabili per rendere le sfaccettature del carattere di Derek e di Sara, tutti inseriti in un meccanismo perfettamente oliato che non lascia un attimo di respiro e non permette nemmeno un secondo di noia.

In questo romanzo conosciamo Ivo Jenner, papà della dolce Evie, moglie del meraviglioso Sebastian St. Vincent, che ritroviamo in punto di morte in un altro bel racconto della Kleypas. Fa una piccola parte, più che altro cerca di distruggere Derek, ma comprendiamo meglio la sua personalità e capiamo come mai St. Vincent (in Peccati d’Inverno) fosse così sicuro che per Evie fosse stato un bene non vivere troppo tempo con il padre.

Siamo tutti d’accordo quando ripetiamo come un mantra che la Letteratura con la L maiuscola è un’altra cosa, ma dobbiamo anche essere onesti e dare a Cesare quel che è di Cesare…. in questo caso dare alla Kleypas quello che è della Kleypas.

La sua straordinaria capacità di generare personaggi semplicemente perfetti. Nonostante la loro ovvia prevedibilità (il genere non permette troppe velleità artistiche in merito, pena lo sconfinare in un altro genere) riescono ad essere uno diverso dall’altro. Tutti unici e a loro modo originali. Certo, alcune caratteristiche sono comuni… per dirne una su tutte “un enorme Schwanstücker”, ma le differenze tra due bastardi come Craven o St. Vincent, giusto per fare un esempio, sono abissali. Sarebbe stato facile cadere nella tentazione di affibbiarli caratteristiche emozionali comuni, in fondo sono due bellissimi bastardi e cinici scopatori seriali di donne, invece sono profondamente diversi per motivazioni e conseguenti atteggiamenti. Ciascuno con i suoi intollerabili difetti ma entrambi incredibilmente e inverosimilmente realistici, due eroi/antieroi che ogni fottuta donna su questo pianeta vorrebbe avere accanto.

Ed è qui, in questa capacità di far sognare le donne, che la Kleypas vince a mani basse. Sembra facile, ma non lo è. Non basta che l’uomo in questione sia figodiddio, con enorme attributo sessuale, ricco e moderatamente bastardo…. No!!! Non avete idea di quanti personaggi maschili banali e Harmonyzzanti siano stati creati con la convinzione di aver fatto cosa buona e giusta. Non avete idea di quanti libri ho letto imprecando per l’ordinarietà di certi uomini che avrebbero dovuto farmi sospirare e sognare ad occhi aperti.

Soffermiamoci anche sull’altro punto chiave del romanzo alla Kleypas: il sesso. Il libro ruota intorno al perno dell’approccio sessuale. E anche qui sembra semplice ma non lo è. Tu sai che succederà, lo sai perchè fa parte del gioco e le regole sono chiare a tutti ed è assolutamente impensabile che non vengano rispettate, ma non sai quando nè come. E ci vuole una bella capacità per fare in modo che una smaliziata trentaquattrenne non storca il naso accusando la scrittrice di non avere fantasia. E la Kleypas ha questa capacità, ne ha da vendere.

Se ci spostiamo sui personaggi femminili, sappiamo già che Lisa ama donne di carattere, spesso non più debuttanti acerbe, ma donne sull’orlo della zittellitudine. Tutte o quasi “con le palle”, pronte a domare anche gli uomini apparentemente recalcitranti.
In questo caso ho adorato in modo maniacale la crescita di Sara. Da intelligente e timida ragazza di campagna inconsapevole della sua sessualità, a donna decisa a non essere “rispettabile”, pronta a tutto pur di provare fino in fondo la passione che la vicinanza di Derek le scatena dentro.

Dimenticavo…. ebbene sì, finirà a tarallucci e vino con un lieto fine. Non può davvero essere altrimenti. No. In questo caso persino io che non sono proprio una sostenitrice del lieto fine a tutti i costi, ne sento l’esigenza. D’altronde leggo questi libri per avere una finestra rosa in una vita dolceamara, se volessi un po’ di sano realismo, mi guarderei allo specchio.

Il punto del pappone appena scritto è che non basta rispettare i clichè del genere per creare qualcosa che valga la pena di essere letto, bisogna avere la rara capacità di creare personaggi con i quali la lettrice media riesca ad interagire. Io devo innamorarmi dell’eroe, parteggiare per l’eroina, temere che il loro amore non possa concretizzarsi, palpitare nell’attesa di un bacio, godere della loro felicità, osservare distaccata la disfatta dell’antieroe. Ecco quello che una scrittrice di romanzi rosa deve riuscire a farmi fare. Deve coinvolgermi al punto che tra dieci anni, quando qualcuno mi chiederà un consiglio su un libro rosa, io possa immediatamente indicare il suo romanzo con passione e convinzione.

In poche parole

Una cicatrice che vi rimarrà impressa nell’anima

Poschina

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6 thoughts on “Sognando Te – Lisa Kleypas

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