La Pedina Scambiata- Georgette Heyer

Ad essere proprio onesti non avevo alcuna intenzione di recensire questo libro, quantomeno mentre lo leggevo. Tuttavia, finita la lettura, e provando un senso di vuoto all’idea di abbandonare il Duca di Avon e la dolce peperina Leonie, ho pensato che Georgette Heyer, straordinaria scrittrice, mi stava dando la possibilità di parlare un po’ del romanzo rosa, solitamente relegato a “romanzo minore”. Chissà perchè poi…..

these-old-shadesLa Trama: In una notte della Parigi pre-rivoluzionaria, il duca di Avon s’imbatte casualmente in un ragazzino in fuga dalle botte del fratello. Léon, così si chiama il fuggitivo, ha capelli incredibilmente rossi e occhi violetti e questi tratti richiamano al duca quelli di uno dei suoi più vecchi nemici, il conte de Saint-Vire. È subito chiaro che la decisione del duca, non a caso soprannominato Satana, di “comprare” il ragazzo per farne il suo paggio non è frutto di tenera compassione. Ma gli sviluppi della storia non sono altrettanto chiari, e ben presto si resta affascinati dalla sottile intelligenza di Avon, dall’impetuosità e coraggio di Léon, dagli intrighi e misteri che a poco a poco vengono alla luce.

Ed ora la parola alla giurata

Georgette Heyer è una scrittrice inglese estremamente prolifica e dannatamente brava. Infatti qui nel nostro Paese meraviglioso che ancora oggi spinge la vendita di 50 Sfumature di merda, nessuno la conosce. Certo, nei suoi libri non si parla di finto bondage e di pretenzioso Master & Servant, quindi se siete quelle persone che amano la letteratura spinta, non troverete alcuna soddisfazione nel leggere i suoi libri, ma dubito che abbiate trovato soddisfazione anche in 50 sfumature.

Se siete persone amanti della buona lettura e della buona scrittura, allora Georgette è l’autrice che fa per voi.
Georgette descrive la Parigi pre-rivoluzionaria con una maniacalità stupefacente e una fissazione per i dettagli impressionante: vesiti, scarpe, tappezzerie, carrozze, gioielli, pettinature, tutto è descritto in modo encomiabile. E soprattutto non è fatto a caso. Ogni descrizione è motivata dall’esigenza di caratterizzare al meglio i personaggi, sia per esaltarne la personalità che per irriderli delle loro abitudini. Non manca per tutta la lunghezza del romanzo una sottile ironia nel descrivere, per esempio, l’ossessione del Duca di Avon per le nuove mode e i loro gingilli. I dialoghi sono divertentissimi, i personaggi uno più interessante dell’altro. Lady Fanny e la sua straordinaria capacità di sottomettere il marito al suo volere, e l’uso consapevole di smorfie e bronci. L’irreprensibilità di Hugh, che fa da contrappunto alla totale dissolutezza morale di Justin, Duca di Avon, il quale si vanta del suo soprannome (Satana) e cerca in tutti i modi di dissuadere il giovane Leon dal provare sentimenti di ammirazione nei suoi confronti. Il giovane e scapestrato Rupert, fratello del Duca, che Leonie trova eccessivamente giovane e stupido perchè possa sentirsi anche solo lontanamente attratta da lui. E poi Leon/Leonie, innocente e saggia, determinata e sola, diretta e coraggiosa, che rifiuta anche solo l’idea di separarsi dal Duca, che conosce il di lui sordido passato e nonostante tutto, lo ama.

Intorno a loro, una serie di personaggi che si susseguono inesorabilmente fino alla soluzione del mistero: Chi è veramente Leon/Leonie? Perchè il Duca ne ha fatto la sua pupilla? Chi dei suoi tanti pretendenti alla fine riuscirà a sposarla?

L’intrigo e il mistero sono orchestrati piuttosto bene. Noi sappiamo quasi subito dove il Justin vuole arrivare, ma è divertente e interessante scoprire con quale astuzia il Duca riuscirà a compiere la sua vendetta.

Lodevole la capacità della scrittrice di sottintendere l’argomento scabroso dell’intera vicenda: Leonie è una donna che si è finta uomo e che vive, come un paggio (e qui si sprecano le illazioni sull’esigenza da parte del Duca di avere un paggio), con il peggior libertino della sua epoca. Il romanzo ruota intorno al mistero, ma anche intorno all’ambiguità di Leon/Leonie e all’intelligenza da parte del Duca nella manipolazione della verità in funzione delle sue esigenze di vendetta e di protezione della sua Pupilla.

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Nell’intero libro non ci sono descrizioni di baci, carezze, rapporti sessuali. Questo non impedisce alla scrittrice di spargere di tanto in tanto tenerezza e sensualità. Le si ritrova spesso negli sguardi che il Duca riserva a Leon/Leonie, al suo accarezzarle i capelli e al leggero tocco della punta delle dita sulle guance della giovane. Il romanzo è un concentrato di allusioni sessuali, senza che mai venga espresso il concetto direttamente. Un esempio su tutti, quando alla fine del libro si riuniscono tutti per cena nella casa del Duca, Lady Fanny si dice affamata e Leonie afferma serafica:

“Anch’io sono affamata. Oh, non sapete, signora, quanto sia gradevole essere una donna sposata.”

Meraviglioso.

Chiunque abbia relegato questa scrittrice tra quelle di lega inferiore, evidentemente non capisce nulla di buona scrittura. Se desiderate un libro divertente, ben scritto, romantico al punto giusto e sufficientemente scabroso nei sottintesi, avete trovato quello che fa per voi.
Ovviamente io mi sono terribilmente affezionata a tutti, ma il mio preferito resta il Duca di Avon, lui e il suo orribile ventaglio.

Avon tapped the table with his fan. “Your painful anxiety impels me to inquire – what do you mean by her?”
Davenant looked his disgust.
“My God, do you think you are amusing? I mean this: That I will have her away from you if it costs me my life.”
“This becomes interesting,” said Avon. “How will you have her away from me, and why?”
“You can ask that? I never thought you were a hypocrite, Justin.”

___________________

“Calm yourself, my dear. If I did not fear that you would mutilate it I would lend you my fan. May I make known mine intentions.”
“It’s what I want!”
“I should not have guessed that, somehow. Strange how one may be mistaken. Or even how two may be mistaken. It will surprise you to hear that I am fond of Léon.”
“No. She will make a beautiful girl.”
“Remind me one day to teach you how to achieve a sneer, Hugh. Yours is too pronounced, and thus but a grimace. It should be but a faint curl of the lips. So. But to resume. You will at least be surprised to hear that I had not thought of Léonie in the light of a beautiful girl.”
“It amazes me.”
“That is much better, my dear. You are an apt pupil.”
“Justin, you are impossible. This is no laughing matter!”

In poche parole

L’importanza dello stile, prima di tutto.

Poschina

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2 thoughts on “La Pedina Scambiata- Georgette Heyer

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