Scrivilo sulla mia pelle – Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti

Che dire? Il libro fa parte della linea Sperling Privè, ha una bella copertina con tanto di strisciolone fuxia che permettono immediatamente di identificarlo come “racconto pseudoerotico x donne che non osano troppo”. Beh, in realtà a me osare piace, tanto che mi lamento dei nuovi libri di Miss Black i quali sono eccessivamente casti per i miei gusti. Preferivo di gran lunga quelli pieni di cazzi, dildos, fruste, catene e orge, piuttosto che leggere 120 pagine di inutili descrizioni contornate da 4/5 righe di sesso poco spinto.
By the way….

downloadLa Trama: A volte le parole possono sedurre. E, forse, farti innamorare. La donna Gemelli sogna l’amore romantico e la sua fervida immaginazione vive di mille fantasie. Ma Livia Camusi è una Gemelli sui generis: giovane ricercatrice precaria e storica dell’arte, ha detto basta alle emozioni e ai sentimenti. Soprattutto uno, l’amore. Tanto – si è detta – quello capace di toglierti il fiato esiste soltanto nei libri, non certo nella vita vera. E infatti è solo leggendo i suoi amati romanzi che Livia riesce a sognare davvero. Finché, un giorno, la fondazione per cui lavora le chiede di fare da guida al famoso Viktor Ivanov, carismatico autore russo di bestseller, arrivato in Italia con l’intento di fare ricerche di archeologia per il suo prossimo libro. E quel giorno per Livia cambia tutto. Vitale, passionale e dotato di un fascino irresistibile e magnetico, lo Scorpione Viktor rappresenta tutto ciò che l’eterea, cerebrale e schiva Gemelli Livia vorrebbe evitare. Eppure, l’affascinante scrittore tesse intorno a lei una ragnatela di seduzione cui è impossibile sottrarsi. Così Livia scoprirà non solo i molti segreti che Viktor Ivanov nasconde, ma soprattutto l’altra faccia di sé, quella più inconfessata, fatta di emozioni e desideri cui forse, per la prima volta, avrà il coraggio di abbandonarsi.

Ed ora la parola alla giurata

Non sto qui a raccontarvi altro, perchè nella trama c’è tutto quello che troverete nel racconto. Non mi aspettavo certo la profondità di Kundera ma rimango comunque delusa dalla svolta Harmony che il racconto prende ad un certo punto. Il fatto che più o meno a due terzi del libro venga usata la parola “Torreggiava” mi ha riportato alla mente un vecchio mantra da me inventato:

“Se entro due terzi del libro leggi “Torreggiare / Torreggiava” entro due pagine svacca”

Infatti.
Onestamente, parte anche abbastanza bene. Lei una donna comune che fa un lavoro comune con le insicurezze che noi donne comuni abbiamo, adora leggere, ha un gatto…. insomma le solite cose. Poi il suo capo le dice che dovrà accompagnare uno scrittore russo molto blasonato in giro per la Ciociaria. Lei si scandalizza perchè il tizio scrive mistery erotici, si veste da paracarro per evitare che lui possa pensare che lei sia una facile, e scopre che lui è, ebbene sì, Figodiddio.

Scatta la classica scintilla, lui prima se la scopa con il cervello e poi se la scopa in un cunicolo di un monumento storico di Alatri e lei si scopre persa per lui.

Analizziamo bene. Tu donna media, incontri uno che è bellissimo, intelligentissimo, famosissimo, atleticissimo, non è dato sapere se ha il cazzo grosso ma sappiamo che lo usa benissimo al pari delle mani, tu ti comporti da vergine bipolare e nonostante tutto lui ti coccola, ti accarezza, ti manda messaggini hot, ti penetra con lo sguardo e ti racconta la sua infanzia. Ovvio che tempo una settimana stai fantasticando su villa con piscina e marmocchi.

Poi il colpo di scena. Dopo “the Best Sex Ever” lei scopre curiosando nel suo pc che lui ha scritto nel suo nuovo libro tutto quello che è successo tra di loro. Scandalizzata, scappa dalla stanza nell’hotel 5 stelle Luxory e si nasconde.

Ecco, se fosse finito qui io gli avrei dato un bel 7 pieno, se fosse finito con lui che la sfrutta solo per scrivere il libro, sarebbe stato quasi perfetto. Mi sarebbe tanto piaciuto leggere un paio di pagine in cui la nostra Livia si arrovellava sul concetto di disillusione per poi imparare ad assaporare il piacere dell’esperienza in se, svincolata da legami e pretese.

Ma no, dopo qualche mese lui fa la posta sotto casa sua in una giornata di pioggia, lei si scioglie e si promettono eterno amore. In perfetto Harmony style. Delusione. Folle, disperata delusione.

Mi verrebbe da scrivere un pappone lungo almeno dieci pagine su quanto noi donne non siamo così banali da anelare a tutti i costi ad un lieto fine stucchevole e scontato, su quanto ci siano millemila modi di chiudere una storia con un lieto fine senza per forza arrivare alla proposta di matrimonio, vorrei parlare per ore di quanto la donna non sia solo gridolini eccitati di fronte ad un diamante….

Vorrei, ma a giudicare dalla profusione di 5 stelle come voto e dai commenti entusiastici mi tocca stare zitta e portare a casa.  E’ evidente che le donne vogliono proprio questo e in questo modo.

In poche parole

Vorrà dire che sono un uomo….

Poschina

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One thought on “Scrivilo sulla mia pelle – Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti

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