Odyssea 1 – Oltre il varco incantato – Amabile Giusti

Spero vivamente che Amabile non decida di tenersi per sé i restanti capitoli della saga “Odyssea”, altrimenti sarei costretta a prendere un aereo per estorcerglieli con la forza.
Dopo “Cuore Nero” non potevo non acquistare (nonostante il mio scetticismo nei confronti delle saghe fantasy) Odyssea – Oltre il varco incantato, così l’ho scaricato, l’ho lasciato in sospeso perchè non so, non mi convinceva, ero ancora impegnata a riflettere su Max e Giulia. Poi, qualche giorno fa, ho cominciato a leggere. E non ho più smesso.

Odyssea 1 La Trama: Se potesse, Odyssea, sedici anni e nessuna bellezza, chiederebbe molte cose a sua madre. Ad esempio perché da anni sono costrette a vivere come fuggiasche, senza una meta, una casa stabile e, soprattutto, senza un padre. Finché in una tiepida notte d’estate, attraversando un varco incantato nascosto nel bosco, sua madre la riporta a Wizzieville, dove è nata, e lei scopre di appartenere a una cerchia di persone speciali, dotate di rari poteri. Incredula, Odyssea si immergerà in un mondo intriso di magia, dove ogni esperienza – per lei che è sempre vissuta lontano da tutto e da tutti – ha il sapore della prima volta, ma si accorgerà presto, suo malgrado, che dietro la facciata idilliaca e fatata di Wizzieville brulica il Male. Un nemico sanguinario – lo stesso che ha ucciso suo padre dodici anni prima – perseguita la sua famiglia da generazioni ed è tornato sotto mentite spoglie per attuare il suo crudele disegno. Mentre la paura di non essere in grado di gestire i propri poteri arriverà a farle rimpiangere la vita fuori di lì – senza amicizie, né legami né radici – e a temere per l’incolumità di chi ama, terribili, inconfessabili incubi la assaliranno come artigli di un doloroso passato.

Ed ora la parola alla giurata

Non è facile recensire questo libro perchè, anche cercando in ogni modo di evitarlo, si finisce a spoilerare qualcosa. Succedono molte cose in questo primo libro, alcune delle quali fondamentali per capire determinati avvenimenti e comportamenti futuri. Cose che non vi dirò per non togliervi quell’espressione da pirla che ho fatto io quando sono arrivata alla rivelazione più importante e che mi ha fatto fare un sorrisetto mezzo idiota da tardoadolescente scema. Io non nego mai un sorrisetto tardoadolescente da scema quando uno scrittore prima ti fa credere una cosa, poi ti fa capire che è oltre. Che tu ti eri fermata all’ovvio quando di ovvio non c’è nulla.

Ma andiamo con ordine, tendo a divagare.

Primo: trattasi di una saga ambientata in un mondo di maghi e streghe, e se questo basta a farvi gridare al plagio di Harry Potter, allora leggete qualcosa d’altro altrimenti vi perderete il gusto della lettura cercando similitudini dove non ci sono ed esasperandole quando ne troverete.
Parlando di similitudini non nego che ce ne siano, tuttavia si tratta di particolari che non vanno ad intaccare una storia originale e profondamente diversa per temi e contenuti rispetto a quella del mago di Hogwarts. Facciamo i pignoli?
Facciamolo.
Analogie più evidenti: profezia – bambino che sconfigge il mago cattivo

Se la Rowling ci svela la profezia dopo 5 libri, la Giusti ce la spiattella al primo. E lo fa col botto. Ti guarda, ammicca e dice “Credevi di aver capito tutto? Beh, ti sbagli”. In effetti mi sbagliavo (e qui ci piazzate il sorrisetto tardoadolescente da scema). Per quanto riguarda la storia del bimbo che sconfigge il cattivo invece non ho nulla da aggiungere. Ma siccome rispetto a quello che accade dopo ha davvero poca attinenza, l’ho archiviato tra le cose di poco conto e sono passata oltre.

Dove Harry Potter è solare, gioioso e infantile, Odyssea è buio, cupo, adolescenziale.
E con adolescenziale intendo l’adolescenza vera. Non quella alla Dawson, un cinquantenne intrappolato nel corpo di un sedicenne, ma nemmeno quella patinata di certa filmografia americana, popolata da ragazzine sicure di se e fighissime, piccole donne perfettamente padrone di loro stesse. Parlo di quel periodo buio (almeno in parte per me lo è stato) nel quale sei oppresso da un corpo in cambiamento, un cervello iperattivo, ed un mondo che stenti a riconoscere. Parlo del primo amore, delle prime esperienze, del primo bacio e di tutte quelle prime volte che ti spiazzano e ti eccitano contemporaneamente.

Non so voi, ma io ricordo la mia adolescenza come un periodo bipolare. Un minuto prima ero in camera ad ascoltare “Always” di Bon Jovi sognando ad occhi aperti, il minuto dopo gridavo contro mia madre che non mi capiva, che il mondo faceva schifo e che non avrei superato l’anno scolastico.

Odyssea è un po’ così, un po’ bipolare anche lei.
A sua discolpa la vediamo scoprire che è una strega, che suo padre è stato ucciso e che qualcuno vuole farle la pelle, ha passato 12 anni a nascondersi, non ha mai frequentato nessuno e le prime vere esperienze di amicizia e di amore le fa a Wizzieville.
Questo per dire che se non capisce quello che è chiaro per tutti Lindia compresa (la quale le fa un discorso così limpido e chiaro che ti chiedi come mai lei non si sia accorta di nulla) non è solo colpa sua. Non è tonta ma semplicemente inesperta, giovane, terribilmente insicura.
Si descrive insignificante e brutta ma dalle reazioni che suscita negli altri capiamo che è acerba. Una ninfetta, una Lolita inconsapevole e per questo ancora più attraente. Non ha mai frequentato nessuno, non ha mai avuto un ragazzo, quello che sa lo ha appreso dalla Tv.

Non aveva mai baciato nessuno! Nei film i baci parevano così semplici e travolgenti, baci di eroine e principesse, baci memorabili, appassionati e golosi, mentre adesso, dal vivo, ogni movimento le sembrava complicatissimo.

Ed ecco perchè io adoro Amabile, perchè descrive l’adolescenza per quello che è. La spoglia di tutte gli strati di make-up che di solito le vengono spalmati in faccia e ci presenta le cose come stanno. Il primo bacio di Odyssea non è quell’esperienza perfetta e scenografica che si era immaginata. E’ reale, imbarazzante e bellissimo. Pur essendo tra le braccia di un ragazzo che “sente dentro come nessun altro” non ci viene descritta come l’esperienza più bella della vita, ma semplicemente come un passaggio importante, che diventa doloroso quando il ragazzo di turno la schernisce, sottolineando che è imbranata e che ha molta strada da fare per diventare papabile, facendola sentire ancora più piccola e stupida.

Odyssea è generosa, forte e caparbia. Ma è un’adolescente in piena regola e persiste nello sbagliare, nel negare quello che prova, nel nascondersi. Tutta la sua inesperienza viene evidenziata dal rapporto che instaura con Jacko. Un ragazzo schivo, estremamente affascinante (alto, moro, capelli lunghi e scuri, occhi di fuoco, cicatrice sul volto… e dio solo sa quanto io amo le cicatrici; Derek Craven docet), di qualche anno più grande di lei, dotato di sommi poteri (non tutti però), scontroso e tenero in egual misura. Protettivo fino all’inverosimile e scostante fino alla nausea. Perennemente combattuto tra l’essere amichevole e rabbioso. Totalmente imprevedibile. Ogni incontro tra Odyssea e Jacko è in fin dei conti uno scontro. Ne escono regolarmente a pezzi, ma non possono farne a meno. Entrambi soli, si completano e si compensano, ma lui ha un oscuro passato e lei è troppo giovane. Quando lui si apre con lei, viene regolarmente frainteso e tutte le volte che lei si apre con lui, si scontra con un muro invalicabile.

Intorno a loro, una corona di personaggi differenti e ben caratterizzati. Tra tutti spicca Lindia, bellissima e un po’ frivola, innamorata di Jacko con il quale ha una mezza storia. Più sagace di quanto possa sembrare all’inizio, è tanto solare quanto Odyssea ombrosa. E’ un’adolescente standard, di quelle che non hanno mai provato davvero il dolore e che vivono la vita sfiorando la superficie dei sentimenti, senza mai immergersi. Ha un fratello che adora i dolci e che è costretto dalla madre a seguirla costantemente.

Ci sono altri personaggi femminili che vengono appena accennati e che al momento hanno poca importanza.

Antagonista di Jacko per diversi motivi che non spiego per non spoilerare, è Jordy Angel. Bellissimo, dolce, paziente fino all’inverosimile. Innamorato di Odyssea la sottopone ad una corte spietata che lei non sa gestire. E’ il classico bravo ragazzo che i genitori non vedono l’ora di appiopparti ma che nonostante tutto non ti fa battere il cuore, nè rende le gambe di gelatina tutte le volte che è nei paraggi. Sinceramente non ho ben capito se si rivelerà un gran bastardo o semplicemente un belloccio innocuo ed incapace di usare le palle.

Gli adulti sono poco presenti e fanno da contorno esattamente come nella vita di un adolescente medio, se ha un minimo di personalità quello che dicono gli adulti non conta, o è stupido o cmq. meglio fare di testa propria. L’unica pecca che ho riscontrato è che nessuno (a parte Jacko nel suo modo contorto) cerchi di aiutare Odyssea a capire e domare i Poteri. Ma anche questa è un’inezia rispetto a tutto il resto.

E con tutto il resto intendo il mondo interiore di Odyssea che ci viene descritto magistralmente; un mondo difficile, triste, cupo e per certi versi spaventoso, umorale, inquietante e contemporaneamente bello da togliere il fiato, emozionante, passionale e felice.

Se ogni tanto me la sono presa con questa ragazzina e con alcuni suoi atteggiamenti inspiegabili è perchè ormai ho la veneranda età di 33 anni e tendo a dimenticarmi di quando a sedici anni perdevo tempo a discutere pesantemente con un tizio terribilmente figo che mi piaceva da morire, tutte le volte che ci incontravamo finivamo a litigare, poi tornavo a casa e mi struggevo… Qualche anno dopo ci siamo incontrati per caso e parla di qui, parla di là, sono arrivata a confessare che a 16 anni ero totalmente, fottutamente persa per lui, solo per scoprire che io gli piacevo moltissimo ma gli sembravo inavvicinabile, troppo seria e “una con cui fare sul serio” e che quindi si sentiva “intimidito”. Giusto per dire le pirlate che si fanno in adolescenza…..

Ora, solo per farvi venire una fotta di leggerlo pazzesca, un paio di estratti….

Jacko si voltò e le indirizzò un sorriso indefinito, nel quale si mescolavano in egual misura tracce di ironia e l’inizio di qualcosa di malinconico.

Così, mentre dormiva, la fronte levigata dal riposo, aveva qualcosa di innocente, qualcosa che il mondo avrebbe potuto sbriciolare, qualcosa che aveva bisogno di protezione.

Se leggessi bene dentro di te ti accorgeresti che neanche i tuoi sentimenti sono veri. Hai solo sedici anni, sarebbe assolutamente folle se questo fosse l’amore.

Ho scritto molto, ma so benissimo di non essere riuscita minimamente ad esprimere quello che ho provato leggendo questo libro, ho dovuto trattenermi per non dire troppo, per non svelare quello che è giusto scoprire da soli.
Mi piace pensare che il cognome di Odyssea non sia un caso, mi piace credere che un libro che contiene quintali di orgoglio e tonnellate di pregiudizi non abbia per un fortuito caso una Bennet come protagonista.

In due parole

Se avessi il sommo potere del tempo per conoscere gli sviluppi di questa storia lo utilizzerei immediatamente

Poschina

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2 thoughts on “Odyssea 1 – Oltre il varco incantato – Amabile Giusti

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