Cuore Nero – Amabile Giusti

Qualche giorno fa, zappingando sul kindle store, mi balla l’occhio su un libro: “trent’anni e li dimostro” e così, in modo assolutamente compulsivo, lo compro, lo leggo e mi appassiono a questa giovane scrittrice italiana che riesce a parlare di amore senza far venire il latte alle ginocchia e senza far grondare miele dalle pagine.
Così decido di approfondire un po’ la conoscenza di questa donna e scopro che ha scritto altri libri, un paio dei quali appartenenti a quel mondo che definirò in modo arbitrario e semplicistico fantasy e che io di solito evito come la peste. Primo perchè solitamente sono saghe inteminabili e secondo perchè  altrettanto solitamente svaccano al secondo libro.

Per la cronaca ho letto 9 libri della saga di Sookie Stackhouse e se i primi 4/5 erano davvero carini e finalmente approfondivano anche l’interiorità dei personaggi, gli altri si sono spinti decisamente oltre persino per me che credo fermamente nell’esistenza dei succhiasangue da quando a 14 anni ho letto Salem’s Lot. 

Nonostante una parte di me urlasse “NON FARLO” ho acquistato Cuore Nero e cazzo, mi è piaciuto. E molto.

cuore nero CONTIENE SPOILER

La Trama: A diciassette anni ci si può imbattere nel vero amore? È ciò che si chiede Giulia quando quel sentimento irrompe nella sua vita. Prima di allora era una ragazza indipendente, segnata dal burrascoso divorzio dei genitori, con una visione tutt’altro che romantica dei rapporti sentimentali.Finché non si prende una cotta tremenda per Max, un compagno di scuola, e la sua razionalità inizia a vacillare. Lei, di solito brillante e decisa, si sente stupida e confusa. Eppure lui è fin troppo pieno di sé, non il suo tipo, anche se è terribilmente attraente, e Giulia fa di tutto per reprimere le proprie emozioni e dimenticare la loro breve, insignificante storia.Una sera, mentre porta a passeggio il cane, incontra Victor, un ragazzo dall’accento francese che, sbucato dal nulla, le dice di essersi trasferito a Palmi da poco con la madre e la sorella. Biondi e pallidissimi, i tre sembrano avvolti da un mistero: escono solo di notte e abitano nella Villa dell’Agave, una vecchia casa dalla fama sinistra.Da quel momento, inaspettatamente, Max ricomincia a corteggiarla, e non solo: fa di tutto per metterla in guardia da Victor, come se sapesse qualcosa sul suo conto che non può rivelarle. Come mai i due si conoscono? Perché si detestano? Cosa nascondono entrambi? Trascinata da una passione irrefrenabile, Giulia piomberà in un mondo che credeva relegato alla leggenda e alla fantasia, un mondo abitato da esseri misteriosi assetati di sangue, che attraversano i secoli lottando per sopravvivere. E scoprirà che amare un vampiro è una dannazione, un desiderio proibito, ma sceglierà di correre il rischio a qualunque costo. Anche se sa di essere una preda. Perché se vivere con lui è difficile, vivere senza di lui è impossibile.

Ed ora la parola alla giurata

Prima le cose che mi hanno infastidita, così ci togliamo il sassolino dalla scarpa e poi passiamo alle cose serie…..
Uno: le insostenibili similitudini con Twilight. Alcune scene sono identiche. Ad onor del vero Amabile scrive 100 volte meglio della Meyer e quindi alla fine il risultato è ottimo e spesso poetico.
Due: I vampiri con l’anima. Ma questo potrebbe essere un problema mio e il perchè ve lo spiego proprio qui sotto.

Scopro Buffy in tarda adolescenza e mi innamoro ferocemente al punto che non posso farne a meno e a livelli tali che ancora oggi mi riguardo la serie, di tanto in tanto, per apprezzarne le mille letture che si possono dare. Per chi abbia vissuto nella melma negli ultimi 20 anni Buffy è il telefilm adolescenziale per eccellenza. Buffy è stato il metaforone con la M maiuscola. Buffy è la pietra miliare del genere. Punto e basta. Se non siete d’accordo o non l’avete mai visto o non l’avete capito. In breve Buffy è una teenager che di lavoro fa la cacciatrice di vampiri. Va al liceo, ha degli amici, è innamorata di Angel, vampiro punito anni addietro da una tribù di gitani che, con la restituzione dell’anima, lo ha condannato, di fatto, a provare un eterno terrfiicante rimorso per quello che aveva fatto durante i suoi 100 e qualcosa anni di vampirismo. Non starò a raccontare tutto ma per capirci vi dico che ci sono scene madri rimaste indelebilmente impresse nella mente di noi adolescenti dell’epoca:

– il primo bacio durante il quale Angel si trasforma
– il tormento con cui Angel cerca di combattere i sentimenti per Buffy e il fondamentale attimo nel quale uccide Darla, la sua Sire, per salvare Buffy
– Angel che a causa di un unico istante di felicità perde l’anima, ritornando la bestia che era
– Buffy che è costretta ad uccidere Angel, pochi secondi dopo che gli è stata riconsegnata l’anima, per salvare il mondo, perdendo se stessa
– Buffy che permette ad Angel di bere il suo sangue per salvarlo
– Angel che le comunica che alla fine della guerra post diploma la abbandonerà per sempre, e lo straziante silenzioso saluto che si scambiano tra le macerie della scuola
– Buffy ed Angel che assaporano, per un solo giorno, i piaceri di una vita da mortali, prima che lui, per salvare il mondo, si riconsegni al mondo della notte (ancora mi vengono le lacrime agli occhi se ripenso al momento in cui Buffy piangendo abbracciata ad Angel continua a ripetere “non dimenticherò, non dimenticherò….” e invece, ovviamente, quando scocca l’ora prevista, si dimentica di tutto, per andare avanti con la sua vita. In inglese è poeticamente bellissimo “I Will Remember You” che è anche il titolo dell’episodio)

Ecco. questo è quello che troverete in Cuore Nero. Solo che i protagonisti si chiamano Giulia e Max.

C’è qualche variazione ovviamente, ma i passi salienti ci sono tutti. Badate bene che non sto affatto accusando Amabile di plagio, tutt’altro. Solo che le tappe salienti di questo amore sono identiche, tuttavia la cosa non risulta affatto fastidiosa e sono certa che il 99% degli adolescenti di oggi non hanno mai visto Buffy e il 99% degli adulti lo hanno visto senza analizzarne ogni sfumatura come invece ho fatto io. Credo che questo libro sia davvero bello. Merita una lettura, forse due. Perchè se lo descrivessimo solo come l’ennesima variazione sul tema “vampiro buono” sarebbe riduttivo e irrispettoso nei confronti di una scrittrice che è riuscita a descrivere perfettamente quelli che sono i tormenti del primo, distruttivo, vero amore.

Quella sensazione di sbandamento, di perdere la strada, di totalità che ti da solo il primo amore. Quando davvero pensi che il sentimento, che peraltro fatichi a riconoscere, basti a tutto il resto. Sia sufficiente ad abbattere barriere e a vivere. Gli amori che seguono, pur essendo altrettanto travolgenti, mancano di quella sicumera che ti permette di volare alto con la fantasia. Gli altri amori sono infettati dallo spettro della fine, della strage dietro l’angolo, che gli toglie quell’aroma di cioccolata calda e zucchero a velo che permea invece il primo, unico, indimenticabile amore.

Giulia, Max, Laura, Victor e ogni altro personaggio che veniamo a conoscere, sono caratterizzati benissimo. Quando a Giulia si spezza il cuore, si spezza anche il nostro. Quando Giulia vola alto, noi lo facciamo con lei. certo, noi il primo amore lo abbiamo passato da un pezzo, ma ce lo ricordiamo molto, troppo bene, e quindi non facciamo fatica ad immedesimarci. Max è combattuto, giovane ed adulto contemporaneamente, stordito dai cambiamenti che sta vivendo tanto quanto lo è Giulia, con la differenza che essendo un maschio, lui non ne parla. Lui tace e sparisce. E lei soffre e aspetta, gli parla, lo ama incondizionatamente, non esiste altro che lui. Lui fugge, sa che è tutto un errore, ma torna e ama.

In questo libro i ragazzi parlano, ragionano e si comportano come adolescenti normali. Fanno quello che fanno gli adolescenti, ragionano come adolescenti, sbroccano come adolescenti. Finalmente. Non sopportavo più diciottenni terribilmente adulti dentro, trentenni imprigionati in corpi giovani. Palle al cazzo invece di assolutisti fissati con paranoie che a noi adulti risultano inutili. In adolescenza ci sono solo il bianco e il nero. Amore/Odio. Felicità/Tristezza. Gioa/Disperazione.

La domanda è: ok l’amore…ma può durare? Ed è qui che io mi alzo in piedi, faccio tic tic con il dito sul microfono e prendo la parola per dire:

Grazie.
Grazie Amabile per aver dato al libro una conclusione degna di nota, coerente, logica, devastante e bellissima.

Il coraggio di non accontentarsi del lieto fine che il 98% dei lettori avrebbe voluto denota un’affezione ai personaggi e al proprio lavoro che sono degni di nota. In fondo, se uno ci riflette bene, questo è un vero lieto fine. Max, nonostante tutto, nonostante non abbia più dentro di sé la pietra, ama talmente tanto Giulia che la “libera” dal suo ricordo, permettendole di vivere. E Giulia, mentre torna a casa, sente un inspiegabile pizzico di malinconia. E’ il ricordo di quello che è stato, che evidentemente alberga ancora in lei, perchè lo sappiamo tutti che il vero amore supera ogni confine.

Ok, io ho una passione sfrenata per il non lieto fine, anzi a dirla tutta per il finale sospeso. Anzi, ad essere proprio sinceri ho una fissazione per il finale onesto. E questo libro ha un gran finale sospeso ed onesto.
Amabile ha un altro enorme pregio.
Mi ha fatto venire voglia di leggere un seguito, perchè so che lei non manderebbe tutto in vacca, non snaturerebbe i suoi personaggi. E so che farebbe un altro libro degno di essere letto.

Ovviamente io mi sono già fatta il mio seguito, bellissimo, coerente, emozionante. Beh, non resisto mai alla tentazione di fantasticare…. non posso proprio farne a meno.

In poche parole

Il coraggio di un finale onesto, dopo un’intensa e dolce storia d’amore.

Poschina

p.s.: esattamente come Buffy, anche questo libro ha una seconda, più profonda lettura, ma ho evitato di assillarvi ulteriormente con le mie seghe mentali.

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2 thoughts on “Cuore Nero – Amabile Giusti

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