Tokyo Decadence – Ryu Murakami

Questo libro fa parte di quel nutrito gruppo di libri che ho sempre voluto leggere e che sono rimasti una quindicina d’anni in attesa di essere sfogliati.
Ora che l’ho finito, mi accorgo di quanto la cover sia fuorviante.

tokioL’immagine, tratta dal film del 1992 che non ho visto e non ho alcuna intenzione di vedere, ci fa vedere una gran figa in abiti succinti appoggiata ad una vetrata di un attico con vista su Tokyo e l’immagine è pervasa da un’aura di erotismo patinato e scintillante, che sottintende un ambiente popolato da uomini arrivati e donne disinibite che lavorano come escort per dissetare la loro lussuria.

Beh, la realtà invece sta tutta nella

Trama: In una Tokyo in piena decadenza, giovani schiave del sesso a pagamento tentano di conservare un briciolo di dignità tra un incontro erotico e l’altro. Tutto ciò che trovano, però, è umiliazione, perversione, brutale sopraffazione fisica e il più assoluto vuoto emotivo e sentimentale. Non ci sono tracce di umanità nella capitale giapponese, e l’unica via di fuga è riposta nel passato, nel ricordo di un’infanzia spensierata che diventa una mitica età dell’oro, o nella disperata e vana ricerca del vero amore. Nelle pagine di Tokyo Decadence il ritratto spietato e lucidissimo di una degradante discesa agli inferi collettiva, sullo sfondo di una metropoli alienante che riduce le persone a semplici corpi, strappando loro l’anima.

Ed ora la parola alla giurata

Raramente mi sono sentita avvilita durante una lettura. Le storie di queste donne sono di una quotidianità disarmante e di una tristezza impressionante. Sono donne sole, mediamente o terribilmente brutte, abituate ad essere trattate come oggetti sessuali, talmente avvezze alla violenza e al sopruso da essersi ormai convinte di non valere niente e di non poter aspirare ad altro se non il tipo di vita a cui ormai sono abituate.

La prostituzione è descritta in tutta la sua brutalità. Le protagoniste del libro incontrano ogni genere di uomo e conoscono tutte le perversioni possibili; si aggirano sì in ambienti di lusso, ma pervasi da una meschinità e da una Miseria che fanno accapponare la pelle.

L’atto sessuale in sè è talmente spersonalizzato da essere semplicemente un atto animale, svuotato da qualsiasi altro significato e la voglia di scopare è ormai generata esclusivamente dall’appartenenza ad una specie animale capace di eccitarsi e provare piacere.

Tutte le donne descritte aspirano ad altro, pur sapendo di non poterlo avere. Si crogiolano nel ricordo di un passato ormai idealizzato oppure sognano un’ improbabile, quotidiana e noiosa storia d’amore che non avranno mai.

Intorno a loro un universo ormai privo di qualsiasi umanità che le fagocita per poi risputarle in strada dopo essersi rubato un altro pezzo della loro anima.

Niente a che vedere con la visione romantica della escort di lusso che in Italia ormai è tanto di moda. Qui viene descritto in modo freddo e lineare quello che succede davvero alle prostitute. Senza fronzoli, senza sconti e senza romanticherie inutili e inverosimili.

Questo libro è un pugno in faccia.
Diretto. Rapido. Doloroso.

In poche parole

La realtà che tutti facciamo finta di non vedere.

Poschina

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