Sconsacrato – Jonathan Holt

Da quando sono provvista di Kindle, il numero di “libri acquistati compulsivamente” è aumentato in modo esponenziale. Non è necessariamente un bene, ma in alcuni casi non è affatto un male. E’ con questo approccio filosofico che una domenica mattina acquisto al prezzo sconvolgente di 1.99€ “Sconsacrato” di Jonathan Holt. Lo compro perchè la copertina mi spinge inequivocabilmente a credere che il libro tratti di esoterismo e critica feroce al cattolicesimo ma soprattutto che ci sia un enorme spargimento di sangue. Le cinque righe che lo descrivono avvalorano l’impressione che mi ha fatto la copertina. Ok. Posso permettermi questo euro/99 di compulsività.

Cop Sconsacrato_Cop Sconsacrato

Ovviamente non ho prestato sufficiente attenzione alla copertina dall’accorgermi che si tratta di trilogia, la prima reazione alla scoperta è un cristone che ancora riecheggia nelle vuote viuzze cesatesi, perchè non tollero più la moda delle trilogie, pentalogie, eptalogie e quant’altro. Anelo la lettura di libri auto conclusivi, ma sono nata nel periodo sbagliato e tutto ha un seguito. Le prime 2 pagine mi convincono che quasi quasi non è stato un acquisto poi così geniale e per poco non mollo il colpo. Ma resisto. Sono in uno di quei periodi dell’esistenza in cui mi sforzo di allargare gli orizzonti e di non fossilizzarmi sempre sulle solite scelte.

Fortunatamente la noia dura poco.

Trama

A Venezia è la notte della Befana. Sui gradini della chiesa di Santa Maria della Salute regna un silenzio di tomba. Un cadavere è affiorato dal Canal Grande: una donna, con indosso le vesti di un sacerdote. Una tremenda profanazione, un abominio. È la prima volta che il capitano dei carabinieri di Venezia, la giovane e ambiziosa Caterina Taddei, affronta un caso di omicidio. L’indagine la condurrà tra i vicoli e i labirinti di Venezia, fino a un ospedale psichiatrico abbandonato sull’isola deserta di Poveglia e infine alla scoperta di un misterioso sito web criptato: Carnivia.com, che racchiude e diffonde i più oscuri segreti della città. Lungo la strada Caterina si imbatterà in due strani ma fondamentali personaggi, il sottotenente Holly Boland, una giovane donna soldato dell’esercito degli Stati Uniti cresciuta in Italia, e Daniele Barbo, un hacker di nobili origini intelligente e schivo, creatore proprio di Carnivia.com. All’improvviso però le tracce si perdono nel passato: nessuna prova certa, solo qualche indizio, che fa pensare a un’antica cospirazione in cui sono coinvolti la Chiesa, la CIA e il crimine organizzato.
Ma Caterina sa bene che i vecchi crimini devono essere puniti tanto quanto quelli nuovi. Altrimenti, inevitabilmente, sono destinati a ripetersi…

E ora la parola alla giurata…

Appena conosco Caterina Taddei capisco che questo è il libro per me. Perchè Caterina Cate Taddei è sì un capitano dei carabinieri, ma soprattutto è una donna consapevole. E’ giovane ma non scema, disinibita ma non zoccola, intelligente ma non irritante, passionale ma non idiota, innamorata ma non imbarazzante per la categoria. Intorno a lei, che chiaramente è il fulcro dell’intera storia, si muovono personaggi altrettanto interessanti. Primo su tutti il commissario Piola, uomo capace, coerente e di principi più che solidi, che fa da mentore alla giovane Cate. Completano il quadro una militare americana, il classico nerd dal passato tragico e decadente e una serie di comprimari sempre ben caratterizzati anche se a volte un po’ stereotipati.

Non voglio spoilerare. Non in questo caso, perchè il libro è davvero interessante. Come ho già detto è tutto tranne che il thriller a sfondo esoterico che lasciava trapelare la copertina. E’ un giallo, un thriller politico, un noir? Non saprei. Potrebbe essere tutti e tre insieme. Indubbiamente si parla di omicidio, ma anche di GLADIO e crimini di guerra, e non dimentichiamo lo sfruttamento della prostituzione. Troppi i temi? Forse. Anzi, sì. Diciamo che di carne al fuoco ce n’è in abbondanza, tuttavia non è difficile tenere le fila dei discorsi, che si collegano tutti senza difficoltà in un grande puzzle.

Certo, al solito bisogna lasciare a casa il realismo totalizzante, perchè se si comincia con la solfa del “è impossibile” finiamo male. Ci sono situazioni al limite dell’incredibile ma quantomeno i comportamenti umani sono sempre verosimili. Che a mio parere è un grandissimo pregio.

Descrivere una donna e non farla apparire come “vittima” del fascino del figo di turno, perennemente schiava delle sue emozioni, incapace di gestire la sua vita, sembra ormai impossibile. Nella “nuova letteratura” sembra non esserci più spazio per donne adulte e consapevoli. Donne in gamba, capaci nel loro lavoro, sicure di se stesse senza dover per questo rinunciare a femminilità e romanticismo.

Ormai la “donna tipo” è giovane, perennemente insicura, goffa, bisognosa di avere non un mentore ma proprio il cavaliere dall’armatura scintillante pronto a difenderla. Sembra incapace di gestirsi da sola, circondata da uomini belli e sicuri di sè  che servono solo a sottolineare come lei abbia significato solo dopo che lui le ha aperto la mente e l’ abbia illuminata.

E’ stata per me una boccata d’aria fresca trovarmi di fronte ad una Donna decisamente realistica, capace di arrabbiarsi per cose per cui vale davvero la pena arrabbiarsi, di offendersi, di reagire e difendersi con le unghie. Perfettamente consapevole delle sue azioni, per niente lacrimevole se pur  sofferente. E che spettacolo vederla interfacciarsi con l’uomo più maturo senza che ci venga descritto come un semidio pronto ad illuminarla in ogni occasione. Perchè lei esiste a prescindere. In quanto donna. In quanto essere umano. E poi finalmente una donna che scopa per il piacere di farlo. Che sa come funzionano le cose nel mondo anche se spera che per lei possano fare un’eccezione.

Interessante il discorso Gladio. Ero piccola quando divampò lo scandalo ma ora ho tanta voglia di saperne di più. Illuminante la riflessione sulle basi militari americane in Italia. Senza arrivare a vaneggiamenti figli di teorie complottiste, finalmente mi fermo a riflettere sulla presenza indisturbata di basi militari in Italia. Basi che io do per scontate ma che in effetti, ad un’attenta analisi, si rivelano essere ormai superflue.

Insomma c’è tanta carne al fuoco. Avrebbe funzionato anche con meno carne? Certamente. Ho simpatizzato con i personaggi? Sì. Mi sono sentita coinvolta? Sì. Sono in trepidante attesa di leggere cosa succederà nel prossimo libro? Sì. E’ finito bene? No… beh, sì cazzo.

E’ finito come doveva finire. Con la mia adorata Cate che si dimostra Donna con la D maiuscola e che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Go Caterina, Go!.

In poche parole

Quando conosci la donna che avresti voluto essere

Poschina – afflitta da trilogie – quadrilogie e qualsiasi altra logìa vogliate metterci….

Note a margine:

perchè in italia ci ostiniamo a cambiare i titoli? L’Abominio (titolo anglosassone) era perfetto e aveva senso. “Sconsacrato”, al contrario, fa cagare.

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