Fino a mezzanotte – Lisa Kleypas

Quello che sto vivendo è decisamente il mio periodo rosa. No, non sono una novella Picasso, semplicemente è quel particolare momento della mia vita nel quale mi dedico anima, corpo e fantasticherie, ai romanzi rosa. Non chiedetemi come mai. Non lo so nemmeno io, ma nella mia vita è sempre stato così. Passione intensa e inarrestabile per un hobby, un genere letterario, un attore e così via, finchè una mattina mi sveglio e non me ne frega più niente. Spinta da questa irrefrenabile passione momentanea scopro, dopo aver letto un centinaio di Harmony (per puro caso e grazie alle solite offerte Kindle da un euro e novantanove), Lisa Kleypas. Della quale non so niente. Meglio così, non voglio farmi influenzare scoprendo che è una vecchia rincoglionita di Cleveland che pesa 190 kg e mangia scoiattoli a colazione. Leggo il primo romanzo della serie “Wallflower” e me ne innamoro. Io che non ho mai davvero apprezzato il romanzo rosa in costume. Io che ho letto un solo Harmony Historical, divento improvvisamente una lettrice accanita e nel giro di 4 gg. ho letto 4 romanzi della serie (il quinto è ambientato sotto natale quindi lo leggerò a natale), due dei quali in inglese e non posso più fare  a meno di questa scrittrice. Più avanti vi parlerò della serie Wallflower, ma ora occupiamoci di “Fino a mezzanotte” primo romanzo della serie Hathaway.

Partiamo col botto. Le copertine italiane di merda, che sarebbero capaci di svilire persino “Il secondo Sesso” di Simone De Beauvoir se solo l’editore decidesse di rendere più popolare la scrittrice.

images   passione_64Vi faccio notare la palese pseudoeleganza della copertina americana in netto contrasto con la palese pacchianaggine di quella italiana. La tipica copertina da “casalinga frustrata” che ti fa venir voglia di rimpiangere i bei tempi bui nei quali bruciavano i libri in piazza.

Ma sorvoliamo la copertina e andiamo al sodo:

Trama: Quando un’inaspettata eredità eleva la sua famiglia ai ranghi dell’aristocrazia, Amelia Hathaway scopre che occuparsi delle sorelle minori e dell’imprevedibile fratello è molto più difficile in una tenuta fatiscente dello Hampshire. A rendere la sua vita ancora più complicata, subentra poi l’attrazione per Cam Rohan. Mezzo rom e ricchissimo, Cam è insofferente verso le restrizioni imposte dall’alta società ed è deciso ad abbandonare tutto per tornare a vivere sotto le stelle. Ma quando Amelia entra nella sua vita, le sue certezze si scontrano con il desiderio che li consuma. Potrà un uomo come lui convincere Amelia che la libertà di cui ha bisogno è in realtà una vita accanto a lei?

E ora la parola alla giurata…

Leggere la Kleypas significa prendere atto per l’ennesima volta in pochi mesi di una realtà che hai sempre cercato di evitare come la peste: “Sei Una Donna”.  Certo, per voi è facile. Voi avete sempre amato crogiolarvi nella consapevolezza di essere donna e di amare le cose che per consuetudine amano le donne. Il mio processo di crescita invece è passato continuamente dal rifiuto dell’immagine standard della donna, alla ricerca di assomigliare all’immagine standard della donna, alla consapevolezza che puoi essere donna senza per forza assorbire tutti gli standard della donna ma avendo uno standard sì e 250 no, senza che questo intacchi la tua personalità e la tua posizione sociale.

Ecco perchè ci ho messo molto tempo per capire che sì, a me piace fantasticare su bellissimi uomini ricchi che si innamorano follemente di belle donne normali e che le amano di un amore puro, fortemente sensuale e totalmente irrealistico. Mi piace crogiolarmi nell’idea che possa succedere. L’ho ribattezzata “Santa’s Syndrome” la “Sindrome di Babbo Natale” perchè fino a 3 anni fa mi ostinavo a crederci, poi mi ha deluso profondamente e da quel giorno lo odio. Finalmente ho trovato qualcosa con cui sostituirlo: l’Uomo Kleypas, che è una variante evoluta, matura e più strutturata dell’Uomo Harmony. Ma sto divagando…..

La famiglia Hathaway è una famiglia eccentrica per l’epoca, 4 figlie e un figlio cresciuti da due genitori illuminati e stimolati fin dall’infanzia al dibattito intellettuale, tutti caratterizzati molto bene e tutti a modo loro interessanti. L’Uomo Kleypas in questo romanzo è Cam Rohan, un meticcio Rom/Irish che avevamo incontrato nel terzo (e migliore) libro della serie Wallflower, che si innamora perdutamente di Amela, la maggiore delle sorelle Hataway, la più assennata e matura, fermamente convinta di non sposarsi e ormai calata perfettamente nel ruolo di zittella; d’altronde ha già 26 anni, chi se la caga? Come tutte le eroine della scrittrice, Amelia è una donna forte, caparbia, intelligente e fondamentalmente ribelle. Non certo la damina dell’ottocento svenevole e sottomessa che in realtà rappresenta la condizione della donna dell’epoca. Ed è proprio questa sua apparente invulnerabilità ad attirare Cam verso di lei, a fornirle quel sostegno che lei si rifiuta di chiedere, perchè lui sa esattamente di cosa ha bisogno Amelia per sentirsi viva e completa.

E a questo punto le battute sconce su cosa abbia bisogno la risoluta Amelia si sprecano e non sarò certo io a negarvele. Sì, ha bisogno anche di quello e lo prende prima del matrimonio, compromettendosi irrimediabilmente. Ma non sposerà Cam perchè compromessa ma solo perchè capisce che la sua è l’unica spalla su cui poter piangere, l’unico torace in cui affondare per cercare conforto e l’unico uomo a cui desidera donarsi incessantemente. (un applauso please per non essere scaduta nel volgare).

In pratica nulla di nuovo sotto il sole del romanzo rosa, ma bisogna ammettere senza vergogna che la Kleypas scrive bene, i suoi personaggi sono caratterizzati alla grande e non tagliati con l’accetta come ho visto fare in alcuni romance ben più blasonati, ha una capacità di descrivere l’atmosfera (romanzata) ottocentesca da far invidia ad alcuni scrittori dell’ottocento e i suoi romanzi sono tutti esenti dal rischio stucchevolezza grazie ad una buona dose di ironia.

Essendo il primo romanzo della serie un po’ di tempo è stato speso nella descrizione della famiglia e del contesto in generale, del quale fanno parte le “Wallflower” della serie precedente, togliendo in effetti un po’ di spazio alla storia vera e propria, ma non si può fare altrimenti quando ci sono così tanti personaggi da introdurre ed è necessario per permettere ad una serie di avere un minino di coerenza. 

Non mancano tutti i clichè del genere, dal colpo di scena che potrebbe rovinare tutto al prevedibile ma non per questo meno godibile lieto fine. E poi parliamone, non è certo facile descrivere una scena di sesso contornata da mutandoni e panciotti senza che il lettore ci trovi qualcosa di ridicolo. E vi posso assicurare che non succede, anzi, quasi quasi me li compro anche io i mutandoni ottocenteschi… . . . non si sa mai chi si può incontrare sulla M1.

Dimenticavo…. da oggi in poi userò costantemente e fino alla nausea il termine “Voluttuosa” che è associato in questi libri alla sensualità di una donna che oggi definiremmo semplicemente grassa. Forse parte della mia simpatia per questa autrice deriva proprio dal fatto che molte sue eroine sono “voluttuose” – “morbide” – “avvolgenti”. 

In poche parole….

Quando un anello al pollice diventa fondamentale.

Poschina

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2 thoughts on “Fino a mezzanotte – Lisa Kleypas

  1. Pingback: Week-end tra donne | Poschina's way of life

  2. Pingback: The Devil in Winter (Peccati d’inverno) – Lisa Kleypas | La Leggivora

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