Portami a casa – Jonathan Tropper

Vittima della “Sindrome da acquisto compulsivo” qualche giorno fa mi imbatto in “Portami a casa” di Jonathan Tropper, un autore che non avevo mai sentito nominare e che ho affrontato senza pregiudizi o false speranze. Ho semplicemente aperto il libro e mi sono seduta su una delle scomodissime sedie da shiv’à per conoscere la famiglia Foxman.

coverTrama: Alcune famiglie possono diventare tossiche, se ci si sottopone a prolungata esposizione. E la famiglia Foxman, in particolare, può raggiungere un livello di tossicità letale.
Ecco cosa sta pensando il trentenne Judd Foxman mentre, di fronte al suo piatto di salmone e patate, cerca di estraniarsi dalle urla dei nipotini. Il telefono del cognato non smette mai di squillare, la sorella non fa che scoccargli frecciatine acide, in combutta con il fratello minore, mentre la madre, stretta in un vestito troppo provocante, gli rivolge solo sguardi di commiserazione.
L’unico desiderio di Judd è scappare lontano e non pensare più a tutti i guai della sua vita. Perché Judd è senza casa, senza moglie, che l’ha appena tradito con il suo capo, e ora anche senza più un padre, morto all’improvviso.
Per questo è dovuto tornare a casa e non può fuggire. Le ultime volontà del padre richiedono che venga celebrata la Shiv’à, il periodo di lutto prescritto dalla religione ebraica: per sette giorni consecutivi tutta la famiglia dovrà riunirsi sotto lo stesso tetto. E sette giorni possono essere un tempo infinito, soprattutto se i componenti della famiglia sono tutti fuori di testa e non riescono a stare per più di ventiquattr’ore insieme senza scannarsi. Ne bastano molte meno perché la casa diventi una polveriera pronta per esplodere a causa di vecchi rancori, passioni mai sopite e segreti inconfessabili. E mentre tutti intorno a lui sembrano perdere il controllo, Judd dovrà cercare di capire se è possibile trovare un nuovo equilibrio, nonostante tutto.

E ora la parola alla giurata….

Non è difficile affezionarsi alla famiglia Foxman. Tutti i componenti sono un’accozzaglia di emozioni represse e rancori che covano sotto la cenere. Praticamente una famiglia come tante. Una famiglia come quella di ciascuno di noi, se solo avessimo il coraggio di ammetterlo e non ci nascondessimo insistentemente dietro a falsi moralismi e sorrisi di circostanza. Judd si trova costretto a sopportare la vicinanza di fratelli e amici, con i quali ha una imbarazzante serie di sospesi, che aleggiano come un’ombra scura nella grande casa di famiglia. Oltretutto Judd ha recentemente scoperto che sua moglie Jen si sbatte allegramente il suo capo (capo di lui – tale Wade – speaker radiofonico di successo).
Nel giro di un mese Judd ha perso casa, lavoro, amici, padre e non è ancora finita.

Potrei semplificare il tutto dicendo che è il classico romanzo di formazione nel quale un giovane uomo cerca disperatamente di rinascere dalle ceneri della sua vita per riaffermare se stesso. Ma sarebbe un tantino riduttivo.

Jonathan Tropper ci parla principalmente di perdono. Del difficile processo psicologico che ci porta ad essere indulgenti, prima che con gli altri, con noi stessi e a smettere di punirci per tutto ciò che abbiamo o non abbiamo fatto. Ci insegna, tramite una serie di personaggi profondamente “sbagliati” e fallimentari, che nessuno è perfetto, e che passare la vita recriminando per qualcosa che ormai è irrimediabilmente successa, è solo una perdita di tempo, che non fa altro che imbruttirci e invecchiarci, senza portare a nulla.
E come si fa a non affezionarsi a Judd e alla sua causa, così terribilmente drammatica seppur quotidiana, alla sua vita perfettamente normale, ordinaria e a come ce la racconta, con una lucidità ed un sarcasmo invidiabili che però nascondono, dietro una patina di cinismo e ironia, tutta l’incapacità di Judd di mostrare i suoi sentimenti. Attitudine che condivide con i fratelli e che hanno ereditato da Mort, il padre recentemente scomparso.

Mentre ascoltavo Judd raccontarmi la sua vita e la sua famiglia, non ho potuto non pensare alle mie riunioni famigliari, ai momenti nei quali mi trovo ad abbozzare sorrisi quando vorrei urlare, a tutto quello che non si dice e a tutto quello che invece si pensa, e mi sentivo così vicina al suo smarrimento, al suo sentirsi estraneo persino a se stesso che mi sembrava di conoscerlo da sempre. Se chiudo gli occhi vedo la casa, il salotto con quintali di cibo, il seminterrato con il divano sfondato e il tavolo da ping-pong, la piscina e il tetto su cui si incontravano all’alba, dopo notti insonni caratterizzate dai ricordi dal non detto e non fatto. Vedo anche loro, i fratelli Foxman con le loro vite cariche di silenzi colmi di rancore e di affetto e penso che se fossi parte di quella famiglia non stonerei affatto. Mi inserirei perfettamente nel contesto dominato da frustrazione e rabbia, vecchie gioie e momenti meravigliosi rubati ad una vita di merda.

Scritto in prima persona, le pagine scivolano una dopo l’altra senza mai annoiare, senza lasciare un attimo di respiro. Si ride moltissimo, si riflette ancora di più e ci si commuove di fronte ad una lucida e attenta descrizione della vita, dell’amore e soprattutto dei rapporti umani e famigliari. Non c’è nulla che venga ammorbidito. Tutto è detto in modo crudo e diretto. Se siete tra quelli che non sopportano la parolaccia scritta, lasciate perdere. Abbondano i cazzo, culo, figa, scopare e via dicendo. Lo stesso vale per coloro che si scandalizzano per la descrizione nuda e cruda dell’atto sessuale. Sia ben chiaro. Nulla di tutto ciò è gratuito. Niente è messo lì solo per colorire o scandalizzare. E’ tutto funzionale al racconto, perfettamente coerente con la personalità di Judd e con la sua filosofia di vita.

E’ stato davvero una sorpresa. Un libro che consiglierei senza pensarci due volte, perchè è bello, sincero, vero.

In poche parole

Pochi momenti meravigliosi rubati ad una vita di merda.

Poschina

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...